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Npl, comincia la «retromarcia»

Il tasso di ingresso a sofferenze dei crediti verso società non finanziarie con più di 10 addetti è sceso sensibilmente nel 2016 in termini di importi (da 30 a 25 miliardi), passando dal 4,3 al 3,7 per cento. Nello stesso periodo si è contratto – tornando ai lievelli pre-crisi – il tasso di deterioramento, ovvero il rapporto tra sofferenze, ma anche inadempienze probabili e crediti scaduti rispetto allo stock dei crediti totali. Il tasso è passato dal 3,3% di fine 2015 al 2,3 per cento (contro il 6% della fase acuta della crisi) dimostrando che tutta la categoria dei crediti problematici – e non solo quella delle sofferenze – ha registrato un sensibile miglioramento nel corso dello scorso anno. E tenderà a migliorare ulteriormente tra il 2017 e il 2018. È?quanto emerge dall’outlook Abi Cerved sulle sofferenze delle imprese italiane pubblicato ieri. L’indagine offre una chiave di lettura più analitica rispetto ai dati sugli Npl già diffusi nei mesi scorsi da Banca d’Italia e dall’Abi.
«I modelli Abi-Cerved, in base a uno scenario che prevede una crescita per l’economia italiana dello 0,9% nel 2017 e dell’1,1% nel 2018 – si legge nel documento – indicano che il tasso di ingresso in sofferenza per le società non finanziarie dovrebbe ridursi al 3,3% a fine 2017 per poi scendere ulteriormente al 2,7% a fine 2018».
In particolare lo studio offre uno spaccato sullo stato di salute – dal punto di vista del rapporto con il sistema creditizio – delle varie categorie di imprese. Secondo l’indagine nel corso del 2016 il tasso di ingresso di nuove sofferenze è sceso per le Pmi e per le grandi imprese, ma è invece peggiorato per le microimprese, con un picco negativo del 4,1 per cento.
Guardando l’andamento settoriale, nel 2016 ha continuato a contrarsi il tasso di ingresso a sofferenza nell’industria, dal 3,1 dal 3 per cento. Mentre è tornato a crescere per il comparto edilizia e servizi, con un picco del 6,1 per cento delle costruzioni. E ancora: lo scorso anno ha continuato a crescere il divario tra Nord e Sud, con la crescita del tasso di ingresso in sofferenza per il Centro (4,7%) e il Mezzogiorno (5,4%). Secondo l’outlook, però, il gap tra diversi settori e differenti aree geografiche tenderà finalmente a convergere nel corso del prossimo biennio, con un sensibile miglioramento proprio nelle aeree e nei settori che hanno sofferto di più lo scorso anno.
Altro aspetto non evidenziato nell’indagine, ma che emerge analizzando la situazione del credito alle imprese è che nel corso del 2016, oltre a ridursi il flusso di nuove sofferenze in entrata, è aumentato in modo significativo anche il flusso in uscita. Vale a dire, lo stock di sofferenze si sta riducendo anche per effetto della loro gestione o la cessione da parte delle banche. In molti casi si tratta di percorsi giudiziari che si concludono, con il rientro del credito, perchè ormai sono passati 9 anni dall’inizio della crisi.
«Si stanno creando le condizioni per un veloce rientro dell’Npl ratio sui valori pre-crisi, e ciò anche a prescindere da interventi straordinari di dismissione dei crediti deteriorati, che potranno comunque contribuire ad accelerare la velocità di questo processo», ha commentato Giovanni Sabatini, direttore generale dell’Abi.
«Le imprese italiane stanno proseguendo il processo di rafforzamento iniziato da qualche anno: hanno bilanci più solidi, pagano prima i fornitori e sono più attente a gestire il proprio portafoglio crediti», ha detto Marco Nespolo, ad di Cerved.

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