Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Npl, cessioni per 60 miliardi ma ne servono ancora 120

Cessioni di Non performing loans (Npl) tra 60-70 miliardi di euro entro la fine dell’anno, manovre straordinarie che aiutano a ridurre lo stock di crediti deteriorati, ma per raggiungere il target fissato dalla Bce del 7% saranno necessarie transazioni aggiuntive per altri 120 miliardi di euro. Operazioni straordinarie di ampia portata come quella di Mps (28 miliardi di euro con l’esclusiva ad Atlante) e delle Banche Venete (16,8 miliardi di euro) hanno richiesto l’intervento dello Stato per essere perfezionate, difficile al momento ipotizzare altre operazioni di questa portata. Eppure, l’Italia resta tra i paesi europei con il più alto stock di Npls dietro a Cipro, Grecia, Irlanda, Slovenia e Portogallo, benché il trend sia in miglioramento: a fine 2016 lo stock di Npl lordi era pari a 324 miliardi di euro per la prima volta in calo del 5% rispetto all’anno precedente e sofferenze lorde per 200 miliardi di euro, secondo i calcoli della PwC.
Una inversione di tendenza che si sta consolidando anche quest’anno: secondo gli ultimi dati dell’Eba (European banking authority), nel primo trimestre l’Npl ratio è sceso al 14,8% dal 15,3% di fine 2016, un segnale positivo ma ancora lontano dalla media europea al 4,8% in calo dal 5,1% di fine 2016. «Il mercato italiano degli Npl è in una fase evolutiva e dinamica – ha commentato Pier Paolo Masenza, financial services deals leader di Pwc nel presentare il rapporto sugli Npls -. Il sistema è spinto dalla impellente necessità di trovare soluzioni che consentano alle banche di ridurre i volumi di esposizione e dall’altro permettano loro di focalizzarsi sulle priorità strategiche».
Nel dettaglio le sofferenze lorde – circa il 62% del totale Npl – si sono mantenute stabili nel corso del 2016, attestandosi a fine anno a 200 miliardi, mentre i valori netti ammontano a 87 miliardi, in diminuzione di 2 miliardi rispetto a fine 2015, con un tasso di copertura medio in miglioramento di 1 punto al 56,5% a fine 2016. In calo dei segmenti dei crediti «unlikely to pay» e «past due», diminuiti rispettivamente a 117 miliardi (da 127 miliardi a fine 2015) e 7 miliardi (da 14 miliardi).
Il segmento corporate e Pmi continua a rappresentare la maggiore componente delle sofferenze lorde, con un’incidenza del 73% a fine 2016. A livello geografico, la maggiore concentrazione dello stock si registra in Lombardia (21,4% del totale, con un gross bad loan ratio del 12,1%) e Lazio (11,6% del totale, con un gross bad loan ratio del 14,5 per cento). Le regioni del Sud Italia registrano, d’altro canto, i tassi più elevati in campo nazionale di «gross bad loan ratio», con un record del 20,2% per la Calabria. Significativo anche l’incremento della percentuale dei crediti ipotecari dal 36% del 2008 al 48% di fine 2016.
L’elenco delle transazioni che hanno riguardato Npl nel primo semestre del 2017 vanno dalla cessione da parte di UniCredit di 17,7 miliardi di euro di Npl ai veicoli costituti da Fortress Investment Group e Pimco, con una quota di minoranza mantenuta dalla banca. Oltre all’operazione di maggiore rilievo come la cessione di un portafoglio Npl misto garantito/chirografario di 2,5 miliardi da parte di Intesa Sanpaolo al fondo Crc e la cessione ad Algebris di un portafoglio di 750 milioni da parte di Banco Bpm.
Le prospettive per il secondo semestre 2017 «mostrano un panorama molto variegato e dinamico» ha commentato Fedele Pascuzzi di PwC, con volumi complessivi che su base annuale dovrebbero superare quota 60 miliardi grazie ai numerosi portafogli in fase di preparazione e all’interesse da parte del mercato. Ci sono le esposizioni deteriorate di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca per 16,8 miliardi (a fine 2016) che saranno cedute alla bad bank pubblica Sga che provvederà alla loro liquidazione. Banco Bpm ha in fieri la cessione di un portafoglio Npl unsecured di debitori del segmento Pmi per 2 miliardi. Infine, anche Carige dovrebbe liquidare quest’anno parte delle sue esposizioni in sofferenza, attualmente pari a 3,7 miliardi. Vi è poi lo stock di Npl per 10,3 miliardi complessivi delle «quattro banche» regionali, la cui cessione alla Bad Bank Rev risale al 2015, ma che secondo Pwc potrebbe trovare investitori nel mercato già durante questo anno.

Mara Monti

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

L’Europa è pronta a smembrare i colossi del Web che non rispetteranno le nuove regole sul digital...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Nessuna autorizzazione preventiva, o per meglio dire nessuna esenzione in bianco per salire oltre il...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Invenzioni, brevetti, e altre opere dell’ingegno sono sempre più un pilastro dell’economia mode...

Oggi sulla stampa