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Npl, Bce vara la stretta

La Bce chiederà agli istituti di credito dell’Eurozona di portare al 100% gli accantonamenti sui crediti deteriorati di nuova classificazione a partire dal nuovo anno. In particolare, la copertura totale sugli Npl non garantiti dovrà avvenire nell’arco di due anni (50% all’anno) e quella sui crediti garantiti entro sette anni (14% circa all’anno). «Si prevede, inoltre, che le banche motivino di fronte alle autorità di vigilanza qualsiasi scostamento rispetto alla nuova guidance», recita una nota dell’istituto guidato da Mario Draghi. In base alle spiegazioni delle singole banche, la Bce valuterà se sarà necessario prendere ulteriori misure sulla supervisione.

Verrà comunque chiesto alle banche di portare gli accantonamenti al 100% in maniera graduale e lineare. Nel caso in cui il credito deteriorato sia in parte garantito e in parte no, verrà applicata una tempistica diversa sulle singole porzioni di Npl. La nuova misura non interessa i crediti deteriorati già presenti nei bilanci bancari, pari a quasi mille miliardi di euro, su cui l’Eurotower potrebbe presentare provvedimenti specifici entro il primo trimestre del 2018. E, comunque, l’Ssm (l’organismo di supervisione bancaria) continuerà a chiedere agli istituti con un elevato Npe ratio di accelerare la cessione di crediti dubbi.

Dunque, le nuove regole si applicano solo ai nuovi flussi. La decisione di non coinvolgere nella riforma di accantonamenti automatici lo stock di sofferenze al 31 dicembre 2017 è un elemento positivo, in quanto avrebbe comportato maggiori accantonamenti per il sistema. «Se la regola fosse applicata anche allo stock, avrebbe un impatto significativo sui bilanci: talmente significativo che ci sembra molto improbabile la sua implementazione», affermano gli analisti di Equita. In generale, per gli esperti della sim si tratta di una normativa che rischia di penalizzare le pmi, che vedrebbero salire il costo del credito unsecured in modo significativo. Inoltre, essendo uguale per tutti i paesi, non tiene conto della diversa durata delle procedure concorsuali. «Se passasse questa linea sarebbe, infine, un ulteriore incentivo a dare in outsourcing il recupero crediti e cedere Non performing loans».

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