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Npl, altolà a Bruxelles

I crediti in sofferenza sono ancora un capitolo delicato per le banche italiane, ma forse sovrastimato. E, soprattutto, «sul tema degli Npl non è il caso di continuare a farsi dettare le regole da chi sta fuori dall’Italia». Non ha usato mezzi termini l’a.d. di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, a margine della cerimonia di consegna dei Milano Finanza Global Awards 2017.

Il riferimento sembra rivolto ai tecnici della vigilanza europea, che più volte hanno spinto le banche a deconsolidare in fretta le sofferenze indicando parametri e criteri stringenti. Per Messina gli istituti italiani hanno garanzie e sottostanti di buon livello. Rimane un problema sui tempi di recupero, ma gli istituti che, come Intesa Sanpaolo, hanno saputo organizzarsi con efficienza internamente, hanno ovviato a questo inconveniente.

Il numero uno di Ca’ de Sass è poi tornato sulla vicenda delle due banche venete (si veda articolo a lato), spiegando che l’eventuale risoluzione di una delle due rappresenterebbe senza dubbio «un fallimento che può avere ripercussioni sul territorio, sull’Italia e sullo spread». Perciò, considerata la delicatezza della partita, «è giusto che tutte le autorità che se ne stanno occupando facciano del loro meglio per risolvere la situazione e negoziare con l’Europa le condizioni di utilizzo dell’intervento pubblico. Penso pertanto che l’intervento debba essere pubblico, perché il miliardo inserito a gennaio da Atlante era quello concordato per consentire l’intervento pubblico. Non è possibile ricominciare ogni volta dal punto di partenza».

Nel frattempo Intesa Sanpaolo non è interessata all’acquisizione di Banca intermobiliare. Interamente controllata da Veneto banca, Bim fa parte degli asset che l’istituto di credito guidato da Cristiano Carrus ha deciso di mettere sul mercato per ottemperare alle indicazioni delle autorità europee. Queste ultime hanno chiesto di rafforzare i requisiti patrimoniali, e ciò implicherà la dismissione di alcune partecipazioni. Sul fronte Bim, Veneto banca ha concesso un’esclusiva di 30 giorni a Banca Zarattini per finalizzare l’acquisto di Bim Suisse, che riunisce le attività elvetiche della private bank torinese.

Infine, Messina ha sottolineato che Intesa «continuerà a lavorare sulle persone, a far crescere i giovani e parallelamente si concentrerà sulla sua solidità, perché la fiducia oggi è un elemento essenziale. Il modello di business dell’istituto è incentrato sulle commissioni e, anche per questo, estremamente strategico». L’a.d. fa riferimento al rapporto cost-income: «Bisogna essere in grado di generare ricavi. La filiale rimarrà un luogo importante di relazione con i clienti. Tuttavia c’è una fascia di clientela maggiormente toccata dalla digitalizzazione, che va servita cavalcando questa direzione».

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