Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Npl, il 2018 punta a 70 miliardi di cessioni

La svolta si avvicina per la gestione dei crediti deteriorati delle banche italiane (Npl), che raggiungeranno a fine anno quota 250 miliardi di euro, contro i 324 miliardi di fine 2016. È la stima di Pwc basata su dati pro forma, resa nota in occasione della presentazione di “The Italian Npl Market: ready for the breakthrough”.
Il 2018 potrebbe essere l’anno della svolta. Secondo Pier Paolo Masenza, responsabile financial services deals di Pwc, «il mercato delle cessioni potrebbe raggiungere nel prossimo anno i 70 miliardi al lordo delle operazioni già annunciate ma non ancora chiuse», come la cartolarizzazione di 26,1 miliardi di Mps. Nel 2017, invece, sono stati ceduti crediti per 64 miliardi, più 10 miliardi di crediti gestiti direttamente dalle banche. Nel dettaglio le sofferenze lorde si sono ridotte da 200 a 190 miliardi allo scorso 30 giugno e il resto delle cessioni (54 miliardi) è stato realizzato nel secondo semestre. Il calo a giugno del valore netto è stato ?da 87 a 71 miliardi ed il “bad loan ratio”, il rapporto tra Npl e crediti attivi, è sceso dal 5,6 al 4,7%. Gli incagli (unlikely to pay) e i crediti scaduti ( past due) sono invece diminuiti rispettivamente da 117 a 104 miliardi e da 7 a 6 miliardi, sempre al 30 giugno.
«Il traino del real estate, che rappresenta circa l’80% in termini di valore – ha aggiunto Fedele Pascuzzi, partner di Pwc – e il quadro normativo che fa passi avanti innanzi tutto con la riforma del diritto fallimentare saranno tra i fattori alla base delle previsioni per il 2018».
Il mercato 2017 è stato caratterizzato da operazioni legate ad ampie ristrutturazioni – 16,8 miliardi la principale cessione di bad loand e unlikely-to-pay da parte di Veneto Banca e Bp Vicenza a Sga seguita dalle operazioni di Quaestio sui portafogli delle Casse di Cesena, Rimini e San Miniato – e dalla maxi pulizia di Unicredit da 17 miliardi, mentre l’altro elemento di novità è stato rappresentato dall’intensa attività di acquisizione da parte dei servicer, con l’Ipo di doBank e diverse cessioni di piattaforme di gestione degli npl di proprietà delle banche.
«Siamo in fase di lenta guarigione – ha commentato Vito Ruscigno, head of Npl di Pwc- ma siamo ancora lontani dalla media europea» con un Npl ratio (il rapporto tra crediti deteriorati e impieghi) del 15% a fine 2016, in base ai dati Eba, rispetto al 5% della media Ue.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Fumata quasi bianca. Positiva però non ancora abbastanza da far considerare chiusa la partita. Ieri...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La parola che il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, non voleva più nemmeno ascoltare, "lockd...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Nell’ultimo giorno utile per lo scambio dei diritti relativi all’aumento di capitale, il titolo ...

Oggi sulla stampa