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Npe verso i 385 miliardi

Lo stock complessivo dei crediti deteriorati in Italia (Npe, non performing exposures) è previsto in crescita del 5% nel 2020, con l’ipotesi che possa arrivare a 338 miliardi, e nel 2021 toccare i 385 miliardi di euro. In questo contesto il mercato delle transazioni dei crediti deteriorati si conferma vivace, con operazioni per 34 miliardi previste per l’anno in corso e valori costanti nel 2021. Queste valutazioni emergono dalla dodicesima edizione del report Market Watch Npl, presentato ieri a Villa Erba a Cernobbio, in occasione di «The New Wave», la nona edizione dell’evento organizzato da Banca Ifis per il mercato dei NPL e del bank restructuring. «Il prossimo anno registreremo un indice di fallimento dei creditori che sarà il doppio rispetto all’anno in corso», prevede Luciano Colombini, ceo di Banca Ifis. Secondo il manager «la nuova onda dei crediti deteriorati è frenata dalla diga delle moratorie. Si sta gonfiando, Venezia non è ancora allagata dall’acqua alta, ma l’onda arriverà. Stimiamo, sempre che non ci sia un altro lockdown nel corso dei prossimi mesi, che le conseguenze negative di questa crisi saranno inferiori rispetto alla precedente». Il nuovo piano industriale di Banca Ifis sarà presentato a dicembre «partendo dal presupposto che ci sarà una graduale ripresa verso la normalità», ha concluso.

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