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Npe, 325 mld da recuperare

In Italia ci sono 325 miliardi di euro di crediti deteriorati lordi (Npe) ancora da recuperare: 246 mld di sofferenze bancarie e 79 mld di Unlikely to pay (Utp): è quanto emerge dalla decima edizione del Market Watch Npl di Banca Ifis. In particolare, 141 miliardi lordi sono ancora iscritti nei bilanci delle banche (77 mld di sofferenze e 64 di Utp), mentre fra il 2015 e l’anno scorso 198 miliardi sono stati ceduti a fondi, veicoli Gacs, banche specializzate e investitori dotati di piattaforme di recupero. Secondo le stime sono stati recuperati o cancellati, in quanto non più esigibili, 14 miliardi di euro di Npl e Utp.

Quest’anno si stimano 37 miliardi di euro lordi di transazioni Npl, in aumento rispetto ai 32 mld del 2019. Circa il 27% del totale potrebbe essere scambiato sul mercato secondario (17% nel 2018), mentre il 15% dei crediti deteriorati potrebbe essere deconsolidato attraverso cartolarizzazioni che beneficiano della garanzia statale Gacs.

Intanto continua a diminuire lo stock di Npe: a fine settembre c’erano 159 miliardi di euro di Npe bancari, in calo del 53% rispetto al 2015 che era stato l’anno del picco con 341 miliardi. Il trend è in linea con la media europea, che ha ridotto del 48% gli Npe. Per quanto riguarda il calo delle sofferenze, lo stock a fine settembre era formato da 86 miliardi di bad loan, in discesa di 115 mld dal 2015. La previsione di chiusura del 2019 vede lo stock di Npl in ulteriore restrizione a 77 miliardi (-62%). L’indice di copertura è sopra il 60%. Per gli Utp l’indice di copertura era stabile al 39% a fine 2019. Nel 2020 si stimano 7 miliardi di euro di transazioni per un totale di dieci operazioni.

L’industria delle costruzioni evidenzia ancora il più alto tasso di deterioramento. Sul versante dei prezzi, quelli dei portafogli secured sono rimasti stabili, oscillando dal 33% del 2018 al 34% del 2019, mentre i prezzi degli asset unsecured risultano in crescita dal 6% del 2018 all’8% dello scorso anno.

Con 18,6 miliardi di euro di Npl acquistati nel periodo 2015-2019 Banca Ifis si conferma al secondo posto tra gli investitori, preceduta da Quaestio (29,2 mld). I principali venditori sono stati Unicredit con 41,5 miliardi di euro, Banca Mps con 32,8 miliardi, Banco Bpm (16,3 mld) e Intesa Sanpaolo (13,8 mld).

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