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Nozze Vivendi- Telecom il governo pronto alla multa

Prende corpo una sanzione per la mancata comunicazione al governo delle «partecipazioni » crescenti di Vivendi dentro Telecom Italia. Il Comitato di Palazzo Chigi – chiamato ad applicare le norme speciali sul “golden power” – formalizza dunque la sua contestazione. Che però, a sorpresa, è rivolta alla società italiana, cioè a Telecom. Il verdetto del Comitato arriva mentre Amos Genish approda – con voto unanime del Cda – alla carica di ad proprio di Telecom.
Il Comitato – guidato dal vice segretario generale Luigi Fiorentino – pensa dunque che è stato dribblato l’obbligo di formale comunicazione alla Presidenza del Consiglio sulle «acquisizioni di partecipazioni» di Vivendi in Telecom Italia. Questa nostra società d’altra parte opera nei settori delle tlc, della sicurezza, della difesa (protetti dalla legge 56 del 2012 sul “golden power”, e dai suoi decreti attuativi).
Il Comitato di Palazzo Chigi ha anche «avviato il procedimento per l’eventuale irrogazione della sanzione prevista». Ma il procedimento sanzionatorio è indirizzato a Telecom. Era Telecom dunque a dover notificare che, dal 4 maggio, i suoi «attivi» erano nel controllo dei francesi. A tarda notte, fonti di Vivendi confermano questo scenario: negano che la società francese sia il bersaglio delle contestazioni di Palazzo Chigi; l’atto di ieri – a loro giudizio – è indirizzato alla sola Telecom Italia, e non alla casa madre Vivendi in Francia.
L’entità dell’ammenda sarà decisa solo tra 90 giorni. Telecom Italia spera sia calcolata sui mini-fatturati di due sue aziende controllate – Sparkle e Telsy attive nei comparti strategici per la sicurezza (i cavi sottomarini e le comunicazioni riservate dei componenti del governo). Se invece la sanzione sarà commisurata ai ricavi ciclopici di Vivendi e Telecom Italia, potrà arrivare ad almeno 300 milioni.
Nei prossimi 90 giorni Telecom Italia presenterà la sua difesa alla Presidenza del Consiglio. I suoi legali negheranno che la società fosse tenuta alla «notifica », non avendo mai preso alcuna decisione sulla rete di telecomunicazioni che possiede. Peraltro, un soggetto comunitario come è Telecom o Vivendi stessa – a maggior ragione non aveva obblighi di notifica.
Amos Genish – manager con targa Vivendi – vive dunque un battesimo del fuoco come nuovo ad di Telecom Italia; ma Vivendi lo supporta molto. Genish avrà poteri maggiori di quelli che aveva Flavio Cattaneo. Gestirà, ad esempio, le funzioni di Brand Strategy & Media, e il budget pubblicitario del gruppo. Al vicepresidente Giuseppe Recchi le deleghe sulla sicurezza.
Vivendi peraltro ha versato agli spagnoli di Telefónica una somma ingente per permettere a Genish di operare anche in Brasile attraverso la controllata Tim Participações. Genish – che fino al 2016 guidava le attività carioca di Telefónica – aveva firmato un patto di non concorrenza con l’azienda spagnola, sciolto ora a caro prezzo.
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