Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Nozze gay, solo il tribunale può annullare le trascrizioni

L’annullamento delle trascrizioni delle nozze gay celebrate all’estero può arrivare solo dall’autorità giudiziaria ordinaria. Lo ha chiarito in una nota il Segretario generale della giustizia amministrativa in cui si riportano le motivazioni con cui il Tar del Lazio, sezione I ter , all’esito dell’udienza del 12 febbraio scorso ha accolto il ricorso di alcune coppie contro l’annullamento disposto dal prefetto di Roma della trascrizione della loro unione contratta all’estero nel registro delle unioni civili del Comune di Roma.
Nel comunicato si precisa tuttavia che, nel decidere le controversie, il giudice amministrativo, attraverso una ricognizione della legislazione, comunitaria e nazionale e della giurisprudenza a costituzionale e di legittimità, è arrivato alla conclusione che le norme interne non consentono di celebrare matrimoni tra persone dello stesso sesso e, dunque i matrimoni non sono trascrivibili.
Il prefetto di Roma aveva agito nel rispetto della circolare del ministro dell’Interno del 7 ottobre 2014 con cui il ministro Angelino Alfano aveva sollecitato i prefetti a «cancellare le trascrizioni». Ma la querelle – destinata a vedere nuove puntate- ha ormai numerosi precedenti. Il 9 aprile 2014 il Tribunale di Grosseto ordinava al Comune di trascrivere nei registri di stato civile il matrimonio fra due italiani, celebrato a New York, sottolineando come la trascrizione non avesse natura «costitutiva ma soltanto certificativa e di pubblicità di un atto già valido di per sé». Il tribunale toscano dava così ragione agli interessati dopo che l’ufficiale di stato civile del Comune di Grosseto si era rifiutato di trascrivere le loro nozze. La Corte di appello di Firenze aveva annullato la decisione per questioni di procedura. Il tribunale grossetano, chiamato a pronunciarsi nuovamente, lo scorso 17 febbraio ha ritenuto di non cambiare alcunché rispetto alla propria pronuncia precedente perché «non trascrivere i matrimoni fra persone dello stesso sesso si tradurrebbe nel mancato riconoscimento di uno status acquisito validamente all’estero».
Il 14 luglio 2014 vicenda analoga al Comune di Napoli, dove si trascrive un matrimonio contratto all’estero tra due uomini, di cui uno spagnolo. La circolare del ministro Alfano, infine, giunge l’indomani dell’invito da parte del Consiglio comunale di Milano al sindaco Giuliano Pisapia di trascrivere i matrimoni di coppie omosessuali contratti all’estero.
A rivolgersi al Tar Lazio, che ieri ha deciso come sopra detto, sono state due coppie insieme allo stesso Comune di Roma Capitale (anche il Comune di Napoli ha presentato un’istanza analoga). Sotto accusa il provvedimento con il quale il Prefetto di Roma ha annullato 16 trascrizioni eseguite il 18 ottobre dal sindaco Ignazio Marino sul registro dello stato civile dell’anagrafe di Roma. E anche il sindaco Pisapia ha parlato di impugnazione al Tar contro la cancellazione da parte del prefetto Francesco Paolo Tronca, di 13 trascrizioni di matrimoni gay all’estero. Lo scorso 19 febbraio Tronca ha nominato un commissario per cancellare le trascrizioni.
Il Viminale ora ribadisce la coerenza della propria circolare con le norme attuali mentre l’Associazione nazionale magistrati amministrativi rivolge un appello affinché intervenga il legislatore.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Non ha tempi, non ha luoghi, non ha obbligo di reperibilità: è lo smart working di ultima generazi...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«Sono entusiasta di essere stato nominato ad di Unicredit, un’istituzione veramente paneuropea e ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il primo annuncio è arrivato all’ora di pranzo, quando John Elkann ha rivelato che la Ferrari pre...

Oggi sulla stampa