Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Nouy: rinvio possibile sugli Npl «ma solo per un paio di mesi»

Si profila un rinvio di uno o forse due mesi per l’attuazione delle nuove linee guida predisposte dalla Vigilanza della Banca centrale europea per il trattamento delle sofferenze bancarie, prevista in origine per il 1 gennaio prossimo. La conferma di quanto era nell’aria nei giorni scorsi arriva in via indiretta dalla stessa presidente del Consiglio di Vigilanza, Daniele Nouy, che in un’intervista al quotidiano portoghese Publico ha ammesso come la realizzazione della riforma sarà probabilmente «posticipata di un paio di mesi», escludendo però al tempo stesso che il rinvio possa protrarsi per l’intero 2018 e rispondendo anche alle critiche che da più parti si sono sollevate nei confronti delle indicazioni fornite dall’organismo regolamentare.
Il nocciolo della questione, secondo Nouy, risiede più nei tempi ristretti di entrata in vigore delle nuove linee guida sugli Npl che nel merito stesso delle norme. «Siamo stati un po’ ottimisti nel credere che sarebbe stato possibile mettere in atto le proposte già a partire dal primo gennaio chiudendo il periodo di consultazione l’8 dicembre», ha riconosciuto la presidente del Consiglio di Vigilanza, spiegando che l’esame accurato dell’elevato numero di commenti ricevuti a proposito del testo proposto «richiederà uno o due mesi» e tenendo però a precisare che lo slittamento non muta la sostanza. «Non cambia molto se l’attuazione avviene il primo gennaio, il primo aprile o il primo giugno, l’importante è che le cose si muovano in questa direzione», ha aggiunto, avvertendo che il periodo di analisi dei rilievi (e quindi lo slittamento dei tempi) «non necessita di un anno, ma al massimo di alcuni mesi».
Motivo principale del contendere resta il cosiddetto addendum, ovvero la previsione di un accantonamento automatico, se pur graduale, per i nuovi Npl tale da prevedere la copertura al 100% in due anni per i debiti senza garanzie e in 7 anni in presenza di collaterale. Una decisione, questa, criticata apertamente dall’Abi e anche dalla Commissione economica del Parlamento europeo che Nouy continua però di fatto a difendere. «Non abbiamo oltrepassato il mandato della Bce, perché affrontare i rischi e le debolezze delle banche non è per noi soltanto un compito ma un dovere», ha spiegato a Publico, insistendo sul fatto che fosse necessario agire su ogni singola banca, ma ammettendo che «avremmo potuto preparare in modo migliore la bozza per essere certi che fosse ovvio che tutto sarebbe stato trattato su base specifica, caso per caso».
«Capisco che il trattamento dei debiti inesigibili sia un tema dolente e che alcuni Paesi soffrano di elevati livelli di esposizione agli Npl ed è normale per loro non essere entusiasti, ma occorre fare ciò che è necessario perché non vogliamo che le banche affrontino la prossima crisi con il sovraccarico dell’eredità delle crisi precedenti», ha tagliato corto Nouy, sottolineando che in ogni caso le critiche non sono state «così forti» e continuando a mantenere la barra a dritta. «Ben 19 Paesi hanno preso parte alla discussione sugli Npl – ha rilevato – e non ho la sensazione che esista una vasta maggioranza contraria alla proposta di addendum che abbiamo presentato. Non credo che il lavoro si fermerà, perché abbiamo il sostegno della Commissione europea e dell’Eurogruppo ed esiste un’ampia maggioranza favorevole a continuare in questa direzione».

Maximilian Cellino

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Come prevedevano alcuni un mese fa, allo spuntare della lista di Bluebell per il cda di Mediobanca, ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Google entra nel mirino dell’Autorità antitrust italiana che, prima in Europa, ieri ha aperto un ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Le imprese e i committenti non saranno lasciati soli. Anche a chiarire la posizione di alcuni player...

Oggi sulla stampa