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Nouy: «Npl ancora alti» Ma apre al Parlamento Ue

I crediti deteriorati in Europa, considerati dai supervisori un freno all’erogazione di finanziamenti all’economia, stanno calando ma sono ancora troppo alti. Dai 1000 miliardi di quattro anni fa sono scesi agli attuali 700 (200 miliardi in meno negli ultimi due anni) ma resta molto da fare su stock e flussi. Il Meccanismo unico di vigilanza punta ora sull’Addendum sugli Npl, normativa di secondo pilastro che si aggiunge alle leggi di primo pilastro in arrivo, per evitare l’accumulo di nuove esposizioni sui vecchi prestiti. È il quadro disegnato ieri da Danièle Nouy, presidente del consiglio di vigilanza dell’Ssm, alla presentazione del rapporto annuale dell’attività dell’Ssm in commissione Affari economici e monetari del Parlamento europeo. In risposta a chi criticava l’Addendum, sottolineando il rischio di un impatto negativo sull’attività creditizia e sulle Pmi che stanno ripagando solo parzialmente i propri debiti, Nouy è stata irremovibile: «L’Addendum è una normativa di secondo pilastro e costituisce il punto di partenza del dialogo di vigilanza, che si svolge caso per caso». Sul fatto che la griglia degli accantonamenti, per entità e tempi, al momento non coincida tra la proposta della Commissione e l’Addendum, Nouy ha spiegato che questa differenza consente alla vigilanza di intervenire sulle banche che hanno esposizioni sopra la media. Inoltre la normativa di primo pilastro «non è definitiva e non ne conosciamo il testo finale». Nel contempo però, rispondendo a una domanda del presidente della commissione, Roberto Gualtieri, Nouy ha di fatto aperto alle modifiche del testo dell’addendum. «Non ho idea di che calendario ci sarà alla fine del processo legislativo, se la legislazione sarà più dura o meno dura, non è il momento di fare paragoni». Certo è che «se l’addendum è reso ridondante dal “pillar one” (cioè le norme Ue) sarà una bellissima notizia, vorrà dire che possiamo voltare pagina e fare qualcos’altro. Sono un po’ scettica ma sarò la prima a festeggiare se sarà così» ha detto Nouy. Quanto al rischio di un impatto negativo sull’erogazione di nuovo credito, Nouy non ci sta: i rilievi effettuati finora dicono che i rubinetti del credito sono più aperti di prima. Per ora.

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