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Nouy: le banche devono cambiare

Solo le banche che guadagnano possono restare in piedi. Ciò che conta di più «non è necessariamente il profilo di rischio degli istituti. È piuttosto la loro profittabilità che conta nelle valutazioni degli investitori». Ad analizzare il nuovo assetto dell’industria bancaria — esplicitando così uno spostamento del focus delle autorità dal rafforzamento patrimoniale puro e semplice delle banche alla loro redditività a lungo termine nonché ai rischi ad essa legati — è la presidente della Vigilanza Unica Bce, Danièle Nouy, in un’intervista al think tank Eurofi in occasione del Financial Forum a Bratislava, da oggi a venerdì 9 (cui parteciperà anche il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan).

«Solo una banca redditizia più mettere da parte capitale sufficiente per i periodi negativi, e solo banche profittevoli possono attrarre investitori», continua Nouy. «Dunque c’è un legame diretto tra la stabilità di una banca e la sua profittabilità». Solo che l’industria bancaria in Europa è messa a dura prova dal cambio radicale dell’ecosistema economico con tassi molto bassi per un «prolungato periodo di tempo». Per Nouy pesa anche «la digitalizzazione del business, che offre grandi opportunità ma solo a chi saprà adeguare i modelli di business».

È vero che il ritorno sul capitale per le banche è salito al 4,5% nel 2015 dal 2,8% del 2014; tuttavia — nota Nouy — le situazioni sono molto diverse da banca a banca e spesso i ricavi sono frutto di attività non ricorrenti. Inoltre le banche non potranno sempre alzare il costo delle commissioni mentre stanno devono fare i conti con le scadenze dei vecchi investimenti, che offrono alti rendimenti, difficili da sostituire.

Ma non bisogna dimenticare — e questo è un passaggio che interessa specialmente gli istituti italiani — che «un certo numero di banche deve anche gestire in maniera più efficiente i crediti deteriorati». In questo contesto Nouy richiama il ruolo dei governi nel varare riforme che aiutino nell’escussione dei beni a garanzia (collaterali) o nel trattamento fiscale degli accantona-menti in bilancio.

Più in generale per Nouy ciò che rende più cauti e riluttanti gli investitori sulle banche è «il velo di incertezza che copre l’Europa in questi giorni — dalla sfera economica a quella politica, in particolare a causa della Brexit. C’è spesso l’accusa che la riforma della regolamentazione bancaria aggiunge anch’essa incertezza. Ma spetta ai policy makers assicurare certezza sulle regole».

Fabrizio Massaro

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