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Notifiche via sms

Si può notificare via sms all’avvocato l’udienza fissata per la convalida dell’arresto del cliente.

Avvocato tenuto a leggere i messaggi sul cellulare: i tempi stretti dell’iter legittimano modalità di comunicazioni atipiche.

Via libera alle notifiche via sms al difensore di fiducia.

A patto, però, che riguardino procedure con ritmi serrati, come la convalida dell’arresto per lo spacciatore arrestato in flagranza: la fissazione dell’udienza, che va celebrata in poche ore, può ben essere comunicata con modalità atipiche come il messaggino sul cellulare. E sullo «short message» si configura una presunzione di conoscenza in capo al difensore che, scrivono i giudici di legittimità, ha il preciso onere di controllare i messaggi che arrivano sul suo telefonino. È quanto emerge dalla sentenza 30984/12, pubblicata il 30 luglio dalla quarta sezione penale della Cassazione.Inutile, per l’avvocato, eccepire di non aver ottenuto alcuna comunicazione dell’udienza fissata per la convalida dell’arresto. Il presunto spacciatore, peraltro, all’udienza risulta assistito da un difensore, mentre il legale di fiducia è stato avvisato dell’arresto del cliente da un fax inviatogli dai carabinieri e un’annotazione di cancelleria conferma la «notifica» telefonica al numero di un’utenza mobile. Ma ciò conta è che come mezzo di comunicazione l’sms risulta sufficiente, per quanto irrituale: è «l’estrema ristrettezza dei termini previsti», osservano i giudici con l’ermellino, a legittimare forme rapide di avviso del difensore. D’altronde, il secondo comma dell’articolo 390 Cpp parla chiaro: il giudice fissa l’udienza di convalida entro quarantotto ore dalla richiesta del pm e deve comunicarlo «senza ritardo» al difensore oltre che alla pubblica accusa. È lo stesso principio che, in passato, ha indotto le Sezioni unite penali della Cassazione a ritenere valido l’avviso sulla segreteria telefonica del difensore. E se l’apparecchio non funziona? La conoscenza dell’avviso si presume ugualmente. Una volta che il mezzo è ritenuto adeguato dalla giurisprudenza di legittimità, data l’urgenza della questione, risulta del tutto irrilevante il fatto che il messaggio non arrivi a destinazione per eventuali vizi di funzionamento. Di più: per le Sezioni unite penali l’avviso deve essere compiuto nel modo più adeguato per rintracciare il difensore. Insomma: per i giudici con l’ermellino l’avvocato non solo deve ascoltare tutti i messaggi in segreteria, e leggere uno per uno gli sms, ma deve anche farsi carico della perfetta funzionalità degli strumenti tecnologici. All’imputato non resta che pagare le spese processuali.

 

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