Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Notifiche valide con prova di ricezione

Ai fini del perfezionamento della notifica, nel caso di irreperibilità del destinatario, occorrerà, in ossequio a quanto dispone l’art. 140 c.p.c., non solo l’invio della raccomandata informativa dell’avvenuto deposito dell’atto presso la casa comunale, ma anche la prova della sua effettiva ricezione.È il principio ribadito dalla Corte di cassazione nell’ordinanza n. 26107/2019.

A proporre il ricorso alla Suprema Corte era una società finanziaria che sottoponeva al vaglio degli ermellini la sentenza della Ctr del Lazio che aveva confermato la pronuncia di primo grado rigettante il ricorso originario avverso un avviso di accertamento su Ires, Irap e Iva per l’anno 2012. Nei precedenti gradi di merito la questione su cui si erano soffermati i giudici delle commissioni tributarie era stata quella relativa alla ritualità della notifica dell’atto impositivo. Dal momento, infatti, che quest’ultima veniva pienamente confermata dai giudici di merito, il ricorso veniva dichiarato inammissibile poiché tardivo, ma, proprio con il ricorso alla Cassazione, la società contribuente deduceva, quale motivo di impugnazione la violazione degli articoli 8, c.2 e 3 I. n. 890/1982 e 60, c.4 dpr n. 600/73. Nei casi di irreperibilità relativa, infatti, applicandosi in virtù del combinato disposto degli articoli 26 ultimo comma e dell’art. 60 comma 1 del dpr 600/73, la norma di cui al 140 cpc, sarà necessario, ai fini del perfezionamento della notifica, che siano effettuati tutti gli adempimenti ivi prescritti, incluso l’inoltro al destinatario e l’effettiva ricezione della raccomandata informativa del deposito presso la casa comunale, non essendone sufficiente la sola spedizione, come invece erroneamente ritenuto dalla Ctr impugnata. In tal senso la Corte, accogliendo il ricorso, richiamava i propri precedenti del 2018, con le ordinanze n. 9782 e n. 31427.

La Ctr infatti non si era conformata ai pur consolidati criteri ribaditi più volte dalla Corte, ritenendo sufficiente per la correttezza della notifica la sola spedizione della raccomandata informativa del deposito e non anche soffermandosi sulla sua ricezione, che invece avrebbe permesso di verificare il momento in cui l’accertamento poteva dirsi notificato, anche ai fini del vaglio di tempestività del ricorso.

Nicola Fuoco

(…) Secondo la Ctr la notifica dell’avviso di accertamento era stata effettuata regolarmente, poiché in caso di irreperibilità relativa, ai fini della ritualità della notifica, era necessario il deposito dell’atto presso la casa comunale e l’inoltro al destinatario della raccomandata informativa del deposito stesso.

L’Agenzia delle entrate non si è costituita.

Con l’unica censura proposta, la ricorrente deduce la violazione degli artt.8, c.2 e 3 I. n. 890/1982 e 60, c.4 dpr n. 600/73. La Ctr avrebbe errato nel ritenere che ai fini della ritualità della notifica dell’atto di accertamento effettuato in caso di c.d. irreperibilità relativa fosse necessario unicamente l’invio della seconda raccomandata informativa e non già la prova della ricezione della stessa.

La censura è fondata.

E invero, questa Corte ha avuto modo di ritenere, con indirizzo ormai costante, che nei casi di «irreperibilità cd. relativa» del destinatario, all’esito della sentenza della Corte Cost. 22 novembre 2012, n. 258, va applicato l’art. 140 c.p.c., in virtù del combinato disposto del dpr n. 602 del 1973, art. 26, u.c., e del dpr n. 600 del 1973, art. 60, comma 1, lett. e), sicché è necessario, ai fini del perfezionamento della notifica, che siano effettuati tutti gli adempimenti ivi prescritti, incluso l’inoltro al destinatario e l’effettiva ricezione della raccomandata informativa del deposito dell’atto presso la casa comunale, non essendone sufficiente la sola spedizione (cfr., da ultimo, Cass. ord. n. 9782 del 19/04/2018, Cass. n.31427/2018).

A tale principio non si è affatto conformato il giudice di appello che ha per converso ritenuto sufficiente ai fini della ritualità della notifica l’invio della seconda raccomandata senza necessità della prova della ricezione, in tal modo tralasciando di verificare l’epoca alla quale poteva dirsi ritualmente effettuata la notifica dell’accertamento impugnato in esito alla ricezione della seconda raccomandata od alla compiuta giacenza dell’avviso non ritirato entro il termine di dieci giorni, cfr. Cass. n. 29109/2018.

Sulla base di tali considerazioni, in accoglimento del ricorso, la sentenza impugnata va cassata, con rinvio ad altra sezione della Ctr Lazio anche per la liquidazione delle spese del giudizio di legittimità.

P.Q.M. Accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia ad altra sezione della Ctr Lazio anche per la liquidazione delle spese del giudizio di legittimità.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

È valida ed efficace la cessione delle quote di partecipazione a una società di capitali già cost...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il sistema bancario europeo, e in particolare quello tedesco, sta perdendo colpi rispetto all’aggu...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La Banca d’Italia promuove la scelta del Governo di avviare con la manovra un piano di incentivi p...

Oggi sulla stampa