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Notificazioni al legale finché resta nell’albo

Lo ius postulandi viene meno solo a seguito di cancellazione del legale dall’albo: ne consegue che in mancanza di quest’ultima, il difensore potrà sempre ricevere la notificazione degli atti e darne notizia al cliente in adempimento del dovere di diligenza professionale e ciò quand’anche lo stesso difensore abbia abbandonato la professione e chiuso lo studio, a causa di una grave patologia, e la consegna dell’atto sia avvenuta alla segretaria del di lui figlio, avente il proprio ufficio al medesimo indirizzo di quello del padre. Lo hanno chiarito le Sezioni Unite della Cassazione nella sentenza n. 487/2019, intervenendo sul ricorso di un avvocato, il quale, in sede di censura, sollecitava la rimessione in termini (ai fini della proposizione dell’atto) sostenendo di essere incorso nella decadenza per causa a lui non imputabile in quanto la notifica relativa alla sentenza da impugnare «era stata consegnata a persona non avente titolo per riceverla».Per i giudici di legittimità tuttavia l’istanza non meritava accoglimento, stante il fatto che il ricorrente non aveva provveduto a fornire alcuna prova della grave malattia che aveva colpito il difensore, né aveva dimostrato che alla predetta situazione avesse fatto riscontro la sua cancellazione dall’albo in data anteriore a quella in cui aveva avuto luogo la notificazione della sentenza impugnata: in mancanza di un simile adempimento, doveva ritenersi che la notificazione non solo era stata «correttamente eseguita», ma anche che l’atto era stato consegnato nelle mani di una persona competente. Solo a seguito della cancellazione, spiegano, si verifica la decadenza del professionista dall’ufficio di procuratore ed avvocato e solo con essa cessa, di conseguenza, lo ius postulandi, il cui venir meno determina «la perdita da parte del difensore della legittimazione a compiere e ricevere atti processuali per conto del cliente».

In sua mancanza dunque non potrà assumere alcun rilievo la cessazione di fatto dell’attività professionale, dal momento che anche quando si traduca nella rinunzia al mandato non dispensa il difensore dal compito di ricevere la notificazione degli atti e darne notizia al cliente.

Adelaide Caravaglios

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