Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Notifica via Pec solo con firma digitale

La notifica dell’atto tributario via Pec può ritenersi legittima soltanto se il file allegato al messaggio di posta certificata sia dotato di firma digitale, unico elemento che ne garantisce l’integrità, l’immodificabilità e l’effettiva identificabilità dell’autore. Di contro, se l’allegato è in un formato che non garantisce queste caratteristiche, l’atto non può ritenersi validamente notificato. Sono le conclusioni che si leggono nella sentenza n. 249/17, resa dalla prima sezione della Ctp di Novara. Il collegio si è uniformato a un ampio orientamento che ha preso ormai piede nelle commissioni tributarie. Una società in accomandita semplice della provincia di Novara proponeva ricorso contro un’iscrizione a ruolo, conosciuta previo rilascio dell’estratto da parte dell’agente della riscossione; a parere della ricorrente, la cartella di pagamento contenente il ruolo non era mai stata regolarmente notificata.Costituitosi in giudizio, l’agente della riscossione depositava i documenti attestanti la notifica, eseguita a mezzo posta elettronica certificata. Ritirate le controdeduzioni e gli allegati, la società proponeva una memoria in cui sviluppava le proprie argomentazioni circa l’illegittimità della notifica via Pec, concentrandosi in particolare sul profilo legato al formato elettronico della cartella trasmessa, recante l’estensione in pdf. In sede di udienza, l’Agente della riscossione chiedeva l’inammissibilità della memoria, contenente (a suo parere) dei motivi aggiunti e non dedotti nel ricorso introduttivo. La Ctp di Novara ha rigettato tale eccezione preliminare, osservando che le argomentazioni sull’irritualità della notifica via Pec erano state possibili, per la ricorrente, soltanto dopo aver appreso la presunta modalità di notificazione della cartella, ritirando le controdeduzioni e gli allegati. Correttamente, dunque, le eccezioni erano state meglio sviluppate nella memoria, ma non costituivano motivi aggiunti rispetto all’iniziale vizio di notifica denunziato nel ricorso. Nel merito, poi, la Ctp ha ritenuto affetta da nullità insanabile la notifica della cartella, poiché il file allegato alla Pec non era dotato di firma digitale. All’uopo, precisa il collegio, il codice dell’amministrazione digitale è chiaro nello stabilire che soltanto l’apposizione della firma digitale garantisce immodificabilità e integrità al documento, nonché la riferibilità dello stesso all’autore. Se mancano tali caratteristiche, ovvero nel caso in cui l’allegato alla Pec rechi un formato che non le garantisce, la notifica dell’atto tributario non può ritenersi valida.

Benito Fuoco

Con ricorso depositato il 27/4/2016 la società ( ) impugnava la cartella di pagamento lamentando che non era mai stata notificata alla contribuente. ( ) Quanto al primo profilo del ricorso, relativo alla eccepita omessa notifica della cartella di pagamento, occorre innanzi tutto premettere che le argomentazioni difensive contenute nella memoria di replica non costituiscono motivi aggiunti suscettibili di inammissibilità, ( ) nei termini previsti dall’art. 24 co. 2° Dlvo n. 546/92, la contribuente con memoria depositata il 7.9.2017 legittimamente integrava i motivi a sostegno delle eccepita inesistenza/nullità della notifica della cartella di pagamento. Orbene, nel caso di specie, per come documentato in atti, la cartella di pagamento veniva notificata alla ricorrente a mezzo Pec, in formato pdf. ( ) l’art. 21 Cad recita «Il documento informatico sottoscritto con forma elettronica avanzata, qualificata o digitale, formato nel rispetto delle regole tecniche di cui all’art. 20 comma 3, che garantiscono l’identificabilità dell’autore ( )ha l’efficacia prevista dall’art. 2702 c.c ..» Dunque resta essenziale garantire la provenienza, genuinità e originalità del documento informatico che ( ) non deve porre alcun dubbio sulla provenienza e integrità originaria del medesimo documento trasmesso. Ne consegue che la notifica via Pec non è valida se avviene tramite messaggio di posta elettronica certificata contenente il file cartaceo con estensione pdf, anziché «p7m», atteso che sia l’integrità e l’immodificabilità del documento informatico, sia la firma digitale e l’identificabilità del suo autore, possono essere garantite solo attraverso l’estensione del file «p7m» (c.d. firma crittografica contenente al suo interno il documento originale, l’evidenza informatica della firma e la chiave per la sua verifica). L’allegato in pdf costituisce una m era copia c.d. meccanica, e non un documento informatico dotato di firma digitale che, secondo il Cad, costituisce elemento indefettibile per garantirne l’affidabilità. Nel caso di specie l’Agente della Riscossione non solo non ha proceduto alla notifica via Pec della cartella con la necessaria estensione «p7m», ma non ha neppure dimostrato l’attestazione di conformità del file inviato in formato pdf all’originale «p7m». Ne discende, quale motivo pregiudiziale e assorbente su ogni altra questione sollevata, la nullità insanabile della notifica con conseguente accoglimento del ricorso.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Nonostante la pandemia tante aziende hanno deciso o subìto il lancio di un’Opa che le porterà a ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Peugeot-Citroën ha annunciato di aver parzialmente rimarginato le ferite della prima parte dell’a...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Meno macchine, meno motori termici, e un ritorno al futuro nei modelli. Ecco la ricetta del nuovo am...

Oggi sulla stampa