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Notifica non sempre rinnovabile

Il mancato perfezionamento della notifica di un ricorso per causa imputabile al notificante (nel caso specifico il destinatario risultava «sconosciuto al civico») non consente né di rinnovare la notifica, né di ritenere che la seconda notifica (eseguita fuori termine) possa utilizzare i termini della prima spedizione; con la conseguenza che il ricorso consegnato con la seconda notifica e spedito fuori termine, è inammissibile. Lo ha stabilito la sezione quinta della Corte di cassazione nell’ordinanza n. 30245/2018. La vertenza tratta di un ricorso per Cassazione presentato nello spirare del termine utile. La notifica eseguita per posta, tuttavia, non andava a buon fine, giacché l’agente postale restituiva il plico con la dicitura «sconosciuto al civico». Quindi, dovendosi rinnovare la notifica, lo stesso atto veniva spedito nuovamente al destinatario, ritenendo, che, in ogni caso, il termine relativo alla notifica del ricorso dovesse intendersi quello relativo al primo invio, sia pure non andato a buon fine. Secondo un consolidato orientamento giudiziale, il momento in cui la notifica per posta si deve considerare perfezionata per il notificante è esclusivamente quello della consegna dell’atto all’ufficio postale; che deve distinguersi da quello in cui essa si perfeziona per il destinatario, che coincide con il momento in cui il plico viene ricevuto dallo stesso destinatario. In materia di termini processuali, la Cassazione ha affermato il condivisibile principio (che viene ribadito) secondo cui il rischio della notificazione ricade sul notificante. Conseguentemente, ove, come nella specie, la notifica venga tentata al limitare della scadenza dei termini di decadenza dal diritto a impugnare, ma non si perfezioni per cause imputabili al notificante in quanto non estranee al suddetto rischio (Cassazione n. 19060/2015) la notifica non si rende unitaria con quella ripetuta. Nella specie l’attestazione che il destinatario non era conosciuto nel luogo di notificazione indicato dal richiedente, non solo è circostanza positiva, dunque facente fede fino a querela di falso, ma non concretizza la non imputabilità del mancato perfezionamento della prima notificazione; questa circostanza (la non imputabilità del mancato perfezionamento della prima notificazione) impedisce di ritenere l’unitarietà del procedimento notificatorio, che va invece ritenuto perfezionato solo con la seconda notificazione. Ne consegue che il ricorso presentato per la notifica in data successiva allo spirare dei termini è inammissibile.Benito Fuoco

(…) La controricorrente eccepisce la tardività dell’avverso ricorso, di cui chiede comunque accertarsi l’infondatezza. L’eccezione di tardività del ricorso va accolta. Il termine «lungo» per l’impugnazione è nella specie di sei mesi dal giorno del deposito della sentenza, risultando il giudizio proposto dopo il 4 luglio 2009, epoca di entrata in vigore della novella ex lege n. 69 del 2009, che lo ha ridotto a tale durata. La ricorrente ha tentato la notificazione in data 12 gennaio 2012, come risulta dalla relata di notificazione in calce al predetto atto (…), dunque nei termini (180° giorno; sentenza depositata il 31 maggio 2011), dovendo computarsi la sospensione feriale dei termini processuali (all’epoca di 45 giorni). Tuttavia, il suddetto tentativo di notifica non è andato a buon fine, giacché l’agente postale ha restituito il piego con la dicitura «sconosciuto al civico». L’atto è stato poi notificato in data 7/9 febbraio 2012 (spedito con raccomandata n. 76465984164/0). Tuttavia, in materia di termini processuali, questa Corte (Sez. 5, Sentenza n. 14309 del 19/6/2009) ha affermato il condivisibile principio, che va ribadito, secondo cui il rischio della notificazione ricade sul notificante. Di talché ove, come nella specie, la notifica venga tentata al limitare della scadenza dei termini di decadenza dal diritto a impugnare, ma non si perfezioni per cause imputabili al notificante in quanto non estranee al suddetto rischio (Cass. sez. 5, Sentenza n. 19060 del 25/9/2015). Nella specie l’attestazione che il destinatario non era conosciuto nel luogo di notificazione indicato dal richiedente, non solo è circostanza positiva, dunque fidefacente fino a querela di falso (Sez. 1, ordinanza n. 19012 del 31/7/2017), ma non concretizza la non imputabilità del mancato perfezionamento della prima notificazione, il ché impedisce di ritenere l’unitarietà del procedimento notificatorio, che va invece ritenuto perfezionato solo con la seconda notificazione. Nella specie il termine per impugnare scadeva proprio il giorno 12 gennaio 2012, data del primo tentativo di notificazione non andato a buon fine, sicché deve considerarsi elasso alla data del 7 febbraio 2012, quando la notificazione è stata ritualmente eseguita, con il conseguente passaggio in giudicato della sentenza di secondo grado e la necessaria declaratoria di inammissibilità del ricorso introduttivo della presente fase. La soccombenza regola le spese. (…)

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