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Notifica ko se la Pec è sconosciuta

Nulla la notifica della cartella esattoriale se proveniente da un indirizzo Pec diverso da quello dei pubblici registri. La Ctp Perugia, con sentenza 379/19, ha ribadito che è nulla la notifica della cartella esattoriale dell’Agenzia delle entrate – Riscossione, laddove provenga «da un indirizzo Pec diverso da quello contenuto nei pubblici registri» (si veda anche Ctp Taranto 401/19). Tutto nasceva dall’impugnazione, da parte del contribuente, di un atto di pignoramento presso terzi, a mente del quale veniva richiesto il pagamento della somma di 240 mila euro per debiti tributari. Il ricorrente, nel proprio atto introduttivo, lamentava l’omessa notificazione delle cartelle richiamate nell’atto opposto e chiedeva l’annullamento del debito. I giudici perugini hanno accolto il ricorso, accertando l’illegittimità del debito in discussione, giacché la casella Pec, utilizzata dal riscossore in sede di notifica delle cartelle esattoriali, era riferita ad «un soggetto che non si conosce, e cioè da un indirizzo Pec diverso da quello contenuto nei pubblici registri» (principio espresso in tema di notifiche civili dalla Cassazione con ordinanza 17346/19). In effetti, proseguono i giudici, la norma dice che a decorrere dal 15 dicembre 2013, ai fini della notificazione e comunicazione degli atti si intendono per pubblici elenchi Ipa, Reginde e Inipec. Nel caso in esame, l’ente della riscossione non aveva utilizzato l’indirizzo ufficiale presente in Ipa (Indice delle pubbliche amministrazioni), ossia protocollo@pec.agenziariscossione.gov.it, bensì notifica.acc.umbria@pec.agenziariscossione.gov.it. Le cartelle di pagamento erano state trasmesse da un indirizzo Pec dell’ente della riscossione diverso da quello contenuto nei pubblici registri, il tutto in palese violazione delle norme, pertanto le notifiche sono state ritenute nulle.

Federico Marrucci e Maurizio Naseddu

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