Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Notifica facile non per tutti

Il fisco è tenuto a spedire la raccomandata informativa ai contribuenti assenti solo per accertamenti e cartelle notificati dal 1° marzo 2008, in seguito alle modifiche apportate alla norma che disciplina il procedimento di spedizione degli atti a mezzo posta. Prima di questa data, infatti, non erano applicabili agli atti tributari le regole fissate dal Codice di procedura civile che prescrive l’obbligo della raccomandata in caso di assenza del destinatario.

Lo ha chiarito la Corte di cassazione, con l’ordinanza 14296 dell’8 agosto 2012.

Secondo la Cassazione, atti civili e fiscali sono soggetti a regole diverse. Solo dal 1° marzo 2008 è stato aggiunto alla originaria previsione dell’articolo 7 della legge 890/19982, che regola il procedimento di notifica degli atti a mezzo posta, che se il piego non viene consegnato personalmente al destinatario dell’atto, l’agente postale gli deve dare notizia dell’avvenuta notificazione dell’atto con raccomandata. Quindi, per la Cassazione, non vigendo questa disposizione al momento dell’emanazione degli accertamenti fiscali, «e non potendosi estendere alla notifica a mezzo posta la disposizione dettata dall’articolo 139 c.p.c», il giudice del merito ha errato a ritenerne la nullità.

Tuttavia, sulla questione l’orientamento della Cassazione non è pacifico e non c’è uniformità di vedute neppure all’interno della giurisprudenza amministrativa. Il Consiglio di stato (sentenza 2881/2011) ha affermato che la notifica delle cartelle e di tutti gli atti tributari in caso di momentanea assenza del contribuente si perfeziona con la consegna al soggetto che è abilitato a riceverli per conto del destinatario e non con la ricezione della raccomandata. Dunque, anche i termini per impugnare l’atto decorrono dalla consegna. Mentre per il Tar Lazio (18233/2010) le modalità di notifica della cartella esattoriale, in assenza della raccomandata che ha una funzione informativa, non risultano idonee e sufficienti per confermare con certezza l’avvenuta conoscenza dell’atto da parte del contribuente, in quanto consegnata a mani di persona qualificatasi addetta al ritiro.

Va posto in rilievo che l’articolo 139 del codice di rito, in caso di assenza del destinatario, impone sempre l’invio della raccomandata con la quale lo si avvisa delle modalità di notifica dell’atto. Ma lo impone dal 2006 anche l’articolo 60 del dpr 600/1973 che disciplina la notifica degli atti tributari. Tra l’altro, la norma prevede che per le notifiche degli atti fiscali debbano essere osservate le disposizioni contenute negli articoli 137 e seguenti del codice di procedura civile. Del resto queste regole più rispettose dei diritti del contribuente sono già applicate nel processo tributario. E non si capisce il motivo del perché ci dovrebbe essere una diversità di trattamento tra atti sostanziali e atti processuali.

A differenza della norma civilistica, l’articolo 60 stabilisce che la notifica va eseguita anche dai messi comunali o dai messi speciali autorizzati nel luogo di domicilio fiscale del destinatario, salva l’ipotesi di elezione di domicilio che deve risultare da un atto comunicato all’ufficio tributario. L’elezione di domicilio ha effetto dal trentesimo giorno successivo a quello della data di ricevimento delle comunicazioni da parte dell’ufficio locale dell’Agenzia delle entrate.

 

 

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Il Consiglio di Telecom Italia dà mandato all’ad Luigi Gubitosi di presentare insieme a Cdp, Sog...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Mediobanca compra un premio su l mercato per contare di più in Generali, salire virtualmente al 17...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Mediobanca rompe gli indugi e sostiene la propria linea su Generali rafforzando temporaneamente la ...

Oggi sulla stampa