Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Notifica dell’avviso «vincolata»

La notifica dell’avviso di accertamento nelle mani del portiere è valida ed efficace solo a condizione che l’ufficiale giudiziario dia atto dell’assenza del destinatario e di averlo cercato per consegnargli l’atto nelle mani proprie. È quanto emerge dalla sentenza 1309/33/2014 della Ctr Lombardia.
La controversia riguarda un accertamento consegnato al portiere dello stabile presso cui era domiciliato il contribuente destinatario dell’avviso. A sua volta il portiere aveva attestato l’assenza del destinatario con lo sbarramento della casella prevista nel modulo di ricevimento della raccomandata. Il contribuente ha contestato l’illegittimità della notifica in quanto effettuata in violazione di quanto previsto dall’articolo 60 del Dpr 600/1973 e dall’articolo 139 del Codice di procedura civile secondo cui, in assenza del destinatario, è previsto l’obbligo di consegnare l’atto a una persona di famiglia o addetto alla casa, all’ufficio o all’azienda e, soltanto in mancanza di queste persone, al portiere dello stabile. Dal canto suo l’ufficio ha ribadito la regolarità del proprio comportamento. A suo avviso, sottoscrivendo la ricezione dell’avviso di accertamento e barrando la casella prevista nel modulo della raccomandata, il portiere avrebbe ammesso (e, quindi, attestato) l’assenza del destinatario. A conferma di ciò viene citata la sentenza 8284/2011 della Cassazione che ha riconosciuto la nullità della notifica effettuata mediante consegna al portiere a mezzo posta soltanto nell’ipotesi di mancata attestazione dell’avvenuta ricerca delle persone abilitate: attestazione che si concretizza con l’indicazione nelle caselle nel relativo modulo.
La Ctr ha confermato la sentenza di primo grado e ha accolto le doglianze del contribuente. Nel caso in esame, l’avviso di accertamento (atto prodromico rispetto alle cartelle di pagamento successivamente notificate) era stato notificato direttamente al portiere dello stabile senza eseguire prima il tentativo di notifica nelle mani proprie del contribuente. Ciò costituiva una palese violazione del contenuto del l’articolo 139 del Codice di procedura civile, che «impone al notificatore – come ricorda la Commissione regionale – la ricerca del destinatario per la consegna a mani proprie».
La pronuncia d’appello ricorda la sequenza delineata nella sentenza di primo grado:
– nel caso in cui il destinatario non venga trovato, l’agente postale consegna copia del l’atto a una persona di famiglia o addetto alla casa, all’ufficio o all’azienda;
– in mancanza di tali persone, la copia viene consegnata al portiere dello stabile in cui si trova l’abitazione, l’ufficio o l’azienda;
– il portiere o il vicino di casa deve sottoscrivere una dichiarazione e il notificante dà notizia dell’avvenuta notifica al destinatario.
Di conseguenza la consegna del plico postale al portiere costituisce una «soluzione residuale» come rileva la pronuncia, mentre nel caso oggetto del contenzioso è stata effettuata addirittura in prima battuta.
Un ulteriore elemento di illegittimità è stato individuato dalla sentenza 1309/33/2014 nel mancato deposito in giudizio dell’avviso di ricezione della raccomandata utilizzata per notificare l’accertamento. Avviso di ricezione che, in conformità a quanto previsto dalla legge 890/1982, rappresenta la prova dell’avvenuto invio. Mentre l’attestazione di avvenuta spedizione fornita dal l’agente postale non può essere ritenuta valida sotto il profilo processuale.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Cinque nomi nuovi, a partire da Andrea Orcel, cinque conferme (più Pier Carlo Padoan, cooptato da p...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Francesco Gaetano Caltagirone segue le orme di Leonardo Del Vecchio e, dopo anni passati ad arrotond...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Zero profitto, zero dividendo: così la Bundesbank ha chiuso il bilancio 2020, un bilancio pandemico...

Oggi sulla stampa