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Il notaio nel contraddittorio

Dovrà disporsi l’integrazione del contraddittorio per il notaio rogante che era stato parte nel giudizio di prime cure. Così la sezione tributaria della Cassazione (sentenza n. 20533 del 12 ottobre). Nel fattispecie, non ci si trovava nell’ipotesi di cause scindibili perché, come già sottolineato dalla giurisprudenza della stessa Suprema corte (Cass. n. 12759 del 2016): «In tema d’imposta di registro, ipotecaria e catastale, il notaio rogante, operando quale mero responsabile d’imposta estraneo al rapporto tributario e obbligato in solido con i contraenti, quale fideiussore ex lege, al solo fine di facilitare l’adempimento in virtù di una relazione che non è paritetica, ma secondaria e dipendente». La controversia concerneva l’impugnazione di un avviso di liquidazione con il quale l’ufficio aveva notificato al notaio rogante Tizio una richiesta di pagamento delle imposte ipotecarie e catastali in misura proporzionale (in luogo di quanto già corrisposto nella misura fissa), relativamente alla registrazione di un atto con il quale la società Alfa Spa aveva rinunciato a titolo gratuito al diritto all’usufrutto ad essa spettante su un fabbricato nei confronti dei nudi proprietari Beta Spa e Delta Spa. Con il medesimo avviso l’ufficio, rilevato che con la registrazione dell’atto in questione era stato corrisposto un importo a titolo di imposta di registro, ma che effettivamente era dovuta l’imposta sulle donazioni in un importo pari a quello corrisposto (ad erroneo titolo, secondo l’ufficio), «compensava» la somma incassata con quella (che sarebbe stata) correttamente dovuta, correggendo il codice relativo al pagamento da cod. 9800 (quello «erroneamente» utilizzato) a cod. 9284 (quello corrispondente al giusto titolo). Il notaio rogante e la società contribuente con unico ricorso impugnavano l’avviso di liquidazione contestando la pretesa erariale relativa alle imposte ipotecarie e catastali chieste nella misura proporzionale in luogo di quella in misura fissa e reclamando il rimborso di quanto pagato a titolo di imposta di registro, che l’Ufficio aveva dichiarato non dovuta, escludendo allo stesso tempo che fosse però dovuta l’imposta sulle donazioni in ragione dell’applicabilità nella specie del dlgs 346/90, art. 1, comma 4-bis. La Commissione adita accoglieva il ricorso e disponeva il rimborso di quanto (erroneamente) corrisposto a titolo di imposta di registro a favore del notaio rogante. L’appello dell’Ufficio, notificato alla sola società contribuente, era accolto con la sentenza in epigrafe, la quale riconosceva che la sentenza di prime cure era passata in giudicato nei confronti del notaio rogante e i relativi effetti dovevano ritenersi estesi ex art. 1306 cc, alla società contribuente. Avverso tale sentenza l’amministrazione proponeva ricorso per cassazione.

Maria Domanico

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