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Notai, sede ogni 5 mila abitanti

Più notai in circolazione. Ciascuna sede, infatti, dovrà corrispondere a 5 mila abitanti e non più a 7 mila. Passa, inoltre, dai tribunali locali al Consiglio nazionale del notariato la tenuta del registro delle successioni. Queste alcune delle novità in materia di professioni contenute nel ddl Concorrenza che ieri ha ottenuto il via libera in prima lettura alla camera dopo che, nella tarda serata di martedì, si sono concluse le votazioni agli emendamenti (si veda ItaliaOggi di ieri).
Il testo passa ora al vaglio del senato, dove il confronto si appresta a essere altrettanto acceso quanto a Montecitorio. E uno dei piani di scontro sarà l’art. 31 del ddl che va sostanzialmente a modificare il regime vigente per le società di ingegneria. Se, infatti, da un lato è stabilito che le società di ingegneria dovranno essere iscritte in un registro ad hoc tenuto dall’Anac e che dovranno stipulare una polizza assicurativa per la copertura dei danni derivanti da responsabilità civile, dall’altro lato è prevista la possibilità per le società di operare nel mercato privato (pur con certi requisiti). Attività che, in assenza di una interpretazione delle norme contenute nel decreto Bersani sulle liberalizzazioni, alcune società avevano già posto in essere senza che vi fosse la certezza di poterlo fare (si veda altro articolo in pagina). Norma, quindi, che di fatto va a regolarizzare tutte quelle posizioni ritenute dubbie e che ad avviso del presidente del Consiglio nazionale degli ingegneri e coordinatore della rete delle professioni tecniche, Armando Zambrano, è «a tutti gli effetti una sanatoria contro cui dovremo continuare a opporci», ha sottolineato il numero uno del Cni, «nel corso dei lavori alla camera avevamo provato a proporre soluzioni di compromesso accettabili ma non siamo stati ascoltati. Non possiamo, quindi, non continuare a portare avanti la nostra battaglia in senato».

Ma le novità riguardano anche il mondo forense. I lavori che si sono succeduti nei mesi, infatti, hanno portato alla formulazione di una disposizione (art. 26) in base alla quale «sarà possibile l’esercizio della professione forense anche da parte delle società di persone, società di capitali e cooperative, purché il numero dei soci professionisti e la partecipazione al capitale sociale dei professionisti sia tale da determinare la maggioranza di due terzi nelle deliberazioni o decisioni dei soci». Battaglia che vede in prima battuta la soddisfazione dell’Associazione italiana giovani avvocati guidata da Nicoletta Giorgi, che nei mesi di dibattito parlamentare aveva a più riprese portato avanti la questione. A tracciare un bilancio positivo poi, anche il Consiglio nazionale del notariato guidato da Maurizio D’Errico che vede con soddisfazione il riconoscimento del ruolo del notaio come soggetto terzo e non di parte a garanzia della pubblicità e della corretta tenuta dei registri immobiliari. A cui si aggiunge, poi, il riconoscimento di un alto livello di affidabilità che ha portato all’assegnazione della tenuta del registro delle successioni, prima affidato ai tribunali locali. Soddisfazione per il primo via libera al ddl è stata espressa anche dal ministro dello sviluppo economico Federica Guidi che ha sottolineato come si tratti «di un importante traguardo perché è stato rispettato l’obiettivo di varare per la prima volta una legge annuale sulla concorrenza, allo scopo di favorire la crescita e i consumatori, rendendo l’Italia un paese più attrattivo nei confronti degli investitori esteri. Il testo intende rimuovere gli ostacoli alla competizione e va nella direzione voluta dal governo di ammodernare settori significativi per l’economia del paese». Linea condivisa anche dal sottosegretario alla sviluppo economia Simona Vicari: «Con l’approvazione da parte della camera il governo chiude velocemente il primo passo verso un importante provvedimento destinato a incidere in senso liberale l’economia del nostro paese».

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