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Notai, pubblicità col misurino

La pubblicità informativa (ma non quella comparativa) è «ammessa con ogni mezzo», cioè «con ogni possibile mezzo di comunicazione», ma pur sempre nel rispetto del dovere di corretta informazione, reso ancora più pregnante per il notaio in virtù della sua qualifica di pubblico ufficiale.

Il suddetto principio emerge dagli orientamenti del comitato notarile del Triveneto in materia di pubblicità dell’attività professionale, presentati a Sarmeola di Rubano (Pd) il 17 maggio 2014 (si veda ItaliaOggi del 16 maggio scorso).

Queste regole di condotta seguono, di pochi giorni, l’ingresso della categoria nel mondo dei social networks (in particolare di Twitter, con l’account @ilnotariato) e sono indice dell’interesse del notariato nei confronti dei nuovi mezzi di comunicazione e, perché no, della pubblicità in generale.

Regola base resta quella del dovere di corretta informazione, che permetta al cliente una scelta ponderata e razionale, pur sempre nel rispetto dei principi del decoro della classe notarile, nonché della dignità e della reputazione del notaio (come statuito dall’art. 147 della legge notarile e degli artt. 15 e 17 dei principi di deontologia professionale dei notai).

Sono ritenute ammesse le c.d. tecniche «pull», ove l’iniziativa è del cliente, che non subisce l’informazione, ma la cerca, la seleziona autonomamente; mentre sono considerate vietate le tecniche «push», che mirano a «spingere» indiscriminatamente il messaggio nei confronti di ogni potenziale fruitore.

È ovviamente ammesso l’utilizzo del sito web (nonché quello dei social networks, come Facebook e Twitter), con la precisazione di tenere ben distinti il sito e il profilo relativi all’attività notarile da quelli personali.

All’interno del sito o del profilo facebook possono essere pubblicizzate tutte quelle informazioni che consentano al cliente di conoscere il professionista, tra cui i titoli di studio, l’eventuale docenza universitaria o in scuole di formazione, lo svolgimento di convegni giuridici, le pubblicazioni giuridiche, le lingue straniere conosciute, nonché quelle relative alla struttura organizzativa dello studio, alla sua ubicazione e agli orari di lavoro. Rimane vietata l’indicazione dei nominativi dei propri clienti, anche ove questi vi acconsentano (con ciò rimarcando il profilo di sobrietà che un pubblico ufficiale deve seguire nello svolgimento della sua attività professionale). Inoltre, il sito non può contenere riferimenti commerciali e/o pubblicitari mediante l’indicazione diretta o tramite banner o pop-up di alcun tipo.

Quanto ai costi della prestazione notarile, la relativa informativa deve rispondere a criteri di trasparenza e veridicità, specificando analiticamente spese, anticipazioni, imposte e compensi. Non è ammessa, invece, la promozione di prestazioni gratuite o a costo vile.

Al di fuori della targa che il notaio ha l’obbligo di esporre all’esterno del suo studio (ai sensi dell’art. 48 del regolamento notarile), è vietato l’utilizzo di ogni altra insegna diretta al pubblico, ovvero il richiamo su qualsiasi mezzo, compresi i mezzi mobili, con il riferimento alla sede del notaio o al sito internet di riferimento.

Sono ritenute contrarie alle norme in materia di pubblicità informativa tutte le sponsorizzazioni, comprese quelle in materia sportiva, culturale e di beneficenza.

Infine, le inserzioni sui giornali non possono avere unicamente lo scopo di attirare l’attenzione della clientela, ma devono essere conformi ai principi di verità e di correttezza, funzionali all’oggetto, non equivoche, comparative, ingannevoli o denigratorie.

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