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Notai, nuovo tariffario in cantiere

di Ignazio Marino  

Nuovo tariffario per in notai in dirittura d'arrivo. Da fonti vicine alla categoria è dato ormai per imminente il decreto ministeriale contente gli importi aggiornati verso l'alto per gli atti. Il provvedimento, secondo quanto risulta a ItaliaOggi, sarebbe infatti già sulla scrivania del ministro della giustizia ed è molto atteso dai professionisti per via della novità di cui ormai all'interno della categoria si parla da qualche tempo: la tariffa unica e inderogabile in tutta Italia.

A Milano come a Catania rivolgersi al notaio, pertanto, avrà lo stesso costo. Non solo. Altra novità è legata all'ampliamento dei poteri di vigilanza dei consigli notarili. Quello che temono i più è ora un possibile attacco dall'Antitrust, da sempre poco morbida con le categorie quando si parla di parcelle.


Il nuovo tariffario è stato proposto dal Consiglio nazionale di categoria guidato da Giancarlo Laurini. E sull'iter vige il massimo riserbo. Anche se ormai l'approvazione tramite dm è dato per imminente. Il nuovo sistema, se confermato così come proposto, dovrebbe rivoluzionare i parametri di calcolo del compenso delle prestazioni professionali. Quella delle parcelle notarili, del resto, è una storia che ormai si trascina da qualche anno. Fino al 2006 infatti, tutte le professioni ordinistiche applicavano dei minimi e dei massimi inderogabili. Con le liberalizzazioni dell'allora ministro dello sviluppo economico, Pierluigi Bersani, però, fu introdotto nel sistema giuridico italiano il principio in base al quale la definizione del compenso per un servizio professionale deve essere rimessa alla contrattazione fra le parti. Di conseguenza i tariffari delle professioni sono passati da «inderogabili» a semplici «punti di riferimento». Per il notariato, però, adeguarsi a questo sistema è stato sempre particolarmente difficile, se non altro perché mai come in questo caso il professionista assume funzioni di pubblico ufficiale appositamente conferite dallo Stato. Ma c'è di più. La crisi economica di questi ultimi anni, in generale, e il conseguente crollo delle compravendite immobiliari, in particolare, ha falcidiato i fatturati degli studi. Situazione particolarmente sentita fuori dai grandi distretti dove una crescente fetta di notai (il 18%) nel 2009 non ha raggiunto i 45 mila euro di reddito, come dimostrano i dati della Cassa di previdenza di categoria. Ecco allora che con la tariffa unica, oltre a mettere tutti i notai sullo stesso piano, ci sarà anche un incentivo alla qualità della prestazione. A parità di costo per un atto sarà scelto sempre il professionista più bravo e affidabile e non anche chi per farsi largo su un mercato più competitivo rispetto al passato, per reggere la concorrenza, va sotto tariffa.


I bastoni fra le ruote. Il nuovo impianto non potrà, però, non fare i conti con la vigilanza dell'Antitrust, da sempre contraria a qualsiasi rigidità del sistema tariffario. E di poco meno di un anno fa, per esempio, la multa di 14 mila euro al Consiglio nazionale dei geologi per non aver cancellato dopo diversi richiami l'inderogabilità dei minimi (si veda ItaliaOggi del 14/07/2010) abrogata dal decreto Bersani. Ma più in generale è noto fra i rappresentanti di categoria il pensiero dell'attuale garante della concorrenza, Antonio Catricalà: «L'inderogabilità è sbagliata due volte: primo perché non è concordata con le parti e secondo perché sono oscure e non garantiscono la trasparenza nel risultato che non è assicurato perché le prestazioni dei professionisti non sono prestazioni di risultato».

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