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Nota integrativa senza lacune

di Pamela Pennesi e Giuseppe Ripa  

La nota integrativa dà voce ai numeri iscritti nello stato patrimoniale e nel conto economico, se correttamente redatta.

Le società ad oggi sono alle prese con il bilancio d'esercizio 2010 e dunque si trovano a predisporre stato patrimoniale, conto economico e nota integrativa, parte integrante del bilancio stesso.

La nota integrativa appare fondamentale per capire i valori numerici iscritti negli schemi di bilancio ed in generale la situazione patrimoniale, economica e finanziaria in cui versa la società. Si dice infatti che essa ha il compito di rendere comprensibile il prospetto di stato patrimoniale e di conto economico e di fornire tutte le informazioni complementari non rilevabili dai prospetti numerici.

Il documento in parola, pertanto, diventa fondamentale posto che deve consentire di capire, tra l'altro, i principi adottati per la classificazione, contabilizzazione e valutazione delle voci di bilancio, la movimentazione e la composizione delle stesse voci; nonché di conoscere le motivazioni e gli eventi societari rilevanti che hanno determinato le rilevazioni di bilancio. È dunque indispensabile redigere bene la nota integrativa affinché il bilancio rispetti i postulati della chiarezza, verità e correttezza, ed abbia cura di mostrare la funzione economica delle poste di bilancio così come richiesto dal codice.

In pratica, spesso, si osserva una nota integrativa apparentemente completa ma di fatto povera, asettica e scarna di informazioni in quanto si limita a richiamare i riferimenti normativi seguiti, incapaci di descrivere l'effettiva situazione societaria. A volte infatti l'imprenditore è restio a dare indicazioni sulla sua gestione sottovalutando l'importanza di preparare la parte descrittiva del bilancio in modo utile dal momento che rileva ai fini interni quale strumento di programmazione e controllo, ed esterni, in quanto l'azienda incide sull'ambiente di riferimento e ne subisce gli stimoli ed i condizionamenti.

Un documento così proposto serve a ben poco, quando invece sarebbe opportuno che i numeri vadano di pari passo con le parole così da dare sostanza alle cifre stesse, calandosi nella realtà operativa. In tal modo i soggetti, che a vario titolo ne hanno interesse, possono avere piena contezza dei risultati economici patrimoniali e finanziari dell'attività e farsi un'idea più chiara della situazione. Al contrario la mera lettura dei soli dati numerici potrebbe fuorviare la realtà.

Cosa debba contenere la nota integrativa è espressamente indicato nell'art. 2427, c.c. oltre che in altri articoli del c.c. e nei principi contabili nazionali. Resta salva la possibilità di inserire ogni altra informazione rilevante per definire il quadro aziendale.

Soprattutto in questo periodo di crisi che ha investito in toto l'economia, è bene specificare la classificazione e la valutazione adottata per stimare determinate poste di bilancio che potrebbero ricomprendersi in varie voci; come pure la motivazione e la giustificazione che determinano il cambiamento di stima di un elemento di bilancio indicandone i fatti salienti accaduti in corso d'anno, che hanno inciso nella redazione del progetto d'esercizio; ne è un esempio la decisione di stimare le rimanenze di magazzino di materie prime anziché al costo, al minor valore di realizzo per rendere il valore dello stesso più in linea con il mercato attuale.

Rilevante è l'indicazione della natura e della composizione degli impegni non riscontrabili in bilancio che evidentemente pesano nel considerare la prospettiva di continuità aziendale. Accanto a questi si chiede la presentazione esaustiva degli accordi fuori bilancio che possono influire, a vantaggio o meno, sul futuro dell'attività; così si dovrà indicare, se utile, l'eventuale ripartizione dei rischi e dei benefici relativi a contratti di factoring, intestazioni patrimoniali tramite trust, ecc. Obbligatoria diventa anche l'indicazione di operazioni rilevanti con parti correlate, come definite dal principio contabile internazionale 24.

Inoltre, la composizione dei crediti distinta per area geografica serve per dare contezza del rischio paese che corre la società nello svolgimento dell'attività in diverse zone; opportuna anche la rilevazione dell'anzianità del credito. Mentre la giustificazione delle perdite su crediti con opportune pezze di appoggio non può che dare una visione chiara di come l'azienda gestisca una situazione sfavorevole.

È utile anche motivare con cognizione di causa gli spostamenti di valore da una voce all'altra del bilancio, che potrebbero destare sospetti, in quanto anomali. Così debiti per finanziamento soci divenuti riserve per futuri aumenti di capitale potrebbero essere la conseguenza della fiducia dei soci nella ripresa dell'attività in stasi.

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