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Nota in Xbrl, foto della società

La nota integrativa in Xbrl capace di rappresentare la situazione aziendale nel 95% dei casi, la frequenza dei doppi depositi (ossia l’affiancamento al file elaborabile della scansione di quanto approvato dai soci) scesa ad un valore trascurabile e l’incremento, nella fase di codifica, dell’impiego dei software commerciali: sono questi i dati salienti che emergono dalla lettura dei primi numeri di Infocamere sulla campagna bilanci 2014.

Al 2 giugno 2015, i trenta giorni dall’approvazione in prima convocazione (svoltasi, in prevalenza, alla fine di aprile) scadevano infatti fra l’ultima settimana di maggio e il primo di giugno, risultavano già acquisiti 439 mila bilanci: la nuova tassonomia integrata è stata considerata capace di rappresentare la situazione aziendale nel 95% dei casi relegando la percentuale dei doppi depositi ad un insignificante 5%. Una sorpresa per gli addetti ai lavori che, proprio in conseguenza della rivoluzionaria modalità di redazione della nota integrativa, si aspettavano un valore a due cifre ben superiore a quello riscontrato nell’anno di introduzione del formato elettronico (per i bilanci 2010 fu, infatti, del 27%). La percentuale in parola, invece, si è addirittura ridotta rispetto a quella dello scorso anno, quando l’istanza riguardava solo i prospetti di stato patrimoniale e conto economico e la codifica si fondava su di una tassonomia ampiamente collaudata.

La frequenza degli errori è rimasta, inoltre, invariata: solo lo 0,01% dei file, valore irrilevante, ha manifestato infatti problemi nonostante le istanze comprendessero pure la nota integrativa. Il meccanismo di preventiva validazione, sostanzialmente imposto agli utenti fin dalla fase di formazione dell’Xbrl, ha sortito i suoi effetti segnalando in anticipo eventuali anomalie e consentendo, quindi, la loro correzione. La correttezza formale dei file depositati non garantisce però, la qualità dei rendiconti depositati: su questa sono già in corso analisi da parte di Xbrl Italia, con l’obiettivo di comprendere l’impatto della nuova tassonomia e migliorarne le capacità. Le principali problematicità segnalate dagli utenti hanno riguardato, infatti, il layout dei bilanci (soprattutto nella conversione in Pdf) e la mancanza di alcune tabelle (in primis quelle relative al rendiconto finanziario e al leasing); dovrà essere valutato, infine, il fenomeno dell’appiattimento dei contenuti ossia la tendenza a offrire solo l’informazione minima civilistica non sfruttando, dove opportuno, le possibilità di personalizzazione disponibili (inserimento di tabelle e disclosure aggiuntiva).

Variano significativamente, invece, le modalità software di redazione delle istanze. Fino allo scorso anno, quando l’Xbrl riguardava i soli prospetti quantitativi, era abbastanza diffuso (stiamo parlando del 15% dei depositi) l’impiego di soluzioni fondate sull’interazione fra elaboratore testi e foglio elettronico, in particolare quella offerta gratuitamente da Infocamere, soprattutto in ambito aziendale o fra i commercialisti con significative capacità informatiche e pochi bilanci da depositare. Le nuove modalità di codifica della nota integrativa, tecnicamente ben più complesse rispetto a quanto sperimentato per stato patrimoniale e conto economico, hanno incentivato l’utilizzo di software commerciale (sia moduli dei programmi gestionali dedicati al deposito che prodotti realizzati esclusivamente per tale adempimento): tale strada è stata percorsa, come evidente dai dati InfoCamere, per produrre quasi il 95% delle istanze inviate.

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