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Norme retroattive

Sanzione amministrativa retroattiva: si applica anche ai reati depenalizzati dal decreto legislativo approvato dal governo il 15 gennaio 2016 e non ancora giudicati.

La norma transitoria del decreto legislativo di depenalizzazione (dlgs 15 gennaio 2016, n. 8, pubblicato in G.U. n. 17 del 22 gennaio 2016 insieme con il dlgs 15 gennaio 2016, n. 7 in materia di abrogazione di reati) prevede, infatti, l’applicabilità delle sanzioni amministrative alle violazioni anteriormente commesse. E se il fatto è stato punito con sentenza penale, questa viene revocata e ne cessano gli effetti.

Per i procedimenti pendenti, quindi, si assisterà a un passaggio di fascicoli dalle procure e dai tribunali alle autorità amministrative competenti a irrogare la sanzione.

Ma vediamo il dettaglio dell’operazione.

Si prenda un reato depenalizzato commesso anteriormente alla (futura) data di entrata in vigore del decreto in commento (per esempio, una guida senza patente o un omesso versamento di ritenute da parte del datore di lavoro o un’omessa verifica della clientela ai fini antiriciclaggio).

Ci si chiede che sorte abbia questo reato.

Può capitare che non sia pendente nessun procedimento penale oppure che lo stesso sia pendente oppure che sempre il medesimo procedimento penale sia già stato definito con una sentenza irrevocabile.

Prima ipotesi: nessun procedimento pendente. In questo caso il fatto verrà accertato e sanzionato dall’autorità amministrativa con l’applicazione della sanzione amministrativa. La norma transitoria del decreto legislativo, infatti, prevede che le disposizioni che sostituiscono sanzioni penali con sanzioni amministrative si applichino anche alle violazioni commesse anteriormente alla data di entrata in vigore del decreto stesso. Lo stesso vale l’altro decreto legislativo di trasformazione di reati in illeciti civili (per essmpio, l’ingiuria) approvato dal governo insieme al decreto in commento.

Attenzione, senza la norma transitoria sarebbe stato un completo colpo di spugna. Senza la norma transitoria a un reato depenalizzato non si potrebbe più applicare la sanzione penale (abolita) e non si potrebbe applicare retroattivamente la sanzione amministrativa.

Va notato che la legge delega 67/2014 non indicava espressamente la previsione di una norma transitoria. Il governo l’ha inserita per evitare vuoti di tutela oltre che una vistosa disparità di trattamento tra chi ha commesso il fatto durante la vigenza della norma penale (e destinato, senza nessuna norma transitoria, a non avere nessuna sanzione) e chi ha commesso il fatto dopo la depenalizzazione (e destinatario di una sanzione amministrativa).

Seconda ipotesi: procedimento pendente già definito, prima dell’entrata in vigore della depenalizzazione, con sentenza di condanna o decreto irrevocabili. In questo caso, il giudice dell’esecuzione revoca la sentenza o il decreto, dichiarando che il fatto non è previsto dalla legge come reato e adotta i provvedimenti conseguenti. Cioè il giudice dell’esecuzione revoca la condanna e vengono meno gli effetti penali della stessa. La condanna per un reato depenalizzato, quindi, non conta più, per esempio, per una eventuale recidiva, per la sospensione condizionale, per la concessione di benefici di legge, non è causa ostativa per eventuali concorsi pubblici, autorizzazioni o licenze ecc.

Terza ipotesi: procedimento pendente presso l’autorità giudiziaria e non ancora definito. In questo caso i fascicoli dovranno essere trasmessi (dalle procure o dai tribunali, a seconda dello stato del procedimenti) all’autorità amministrativa competente entro 90 giorni. A meno che non sia già decorso il termine di prescrizione del reato. A quel punto l’autorità amministrativa (prefettura, comune, ministeri a seconda della singola normativa) inizia il procedimento per applicare la sanzione pecuniaria amministrativa.

C’è, infine, una norma di chiusura sulla quantificazione della sanzione.

Ai fatti commessi prima della data di entrata in vigore del decreto legislativo (6 febbraio 2016) non può essere applicata una sanzione amministrativa pecuniaria per un importo superiore al massimo della pena originariamente inflitta per il reato. Si prenda la guida senza patente, che verrà punita con la sanzione amministrativa fino a 30 mila euro, ma per i fatti anteriori non si potrà andare oltre i 9.032 euro (attuale articolo 116, comma 15, codice della strada). Inoltre ai fatti anteriori non si applicano le sanzioni amministrative accessorie introdotte dal presente decreto, salvo che le stesse sostituiscano corrispondenti pene accessorie.

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