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Norme antiriciclaggio severe altrimenti il professionista fornirà dossier al Fisco

Se la pianificazione fiscale di una società coinvolge un paese con una legge anti-riciclaggio che non rispecchia i paramenti dell’Ue il professionista sarà costretto a fornire al fisco nazionale tutti i dettagli del piano fiscale in essere. Questo uno dei punti presenti all’interno della proposta adottata dal Commissione a giugno 2017, che dovrebbe essere votata a febbraio dal Parlamento Ue in plenaria. «Dal 1° gennaio 2019» si legge nel testo della proposta, gli intermediari dovranno comunicare informazioni sulle pianificazioni fiscali aggressive. Questi dati saranno usati dall’Agenzia delle entrate nazionale per poter affrontare meglio l’evasione fiscale, e ogni tre mesi, dovranno essere comunicati a tutti gli altri stati membri dell’Ue. La proposta della Commissione è nata dopo che, dagli scandali fiscali dei Panama papers e dei Paradise papers, è emerso come gli intermediari hanno giocato un ruolo fondamentale nel favorire l’evasione delle multinazionali e dei singoli contribuenti, fornendogli pianificazioni fiscali ad hoc. Oltre a ciò la Commissione ha valutato che all’interno dell’Ue ci sono tre paesi: Regno Unito, Irlanda e Portogallo che hanno già inserito nello loro legislazioni nazionali provvedimenti simili e i risultati (in termini di lotta all’evasione) sono ottimali. Per cercare di porre rimedio alle pianificazioni fiscali aggressive è stato dunque proposto che gli intermediari dovranno obbligatoriamente comunicare al fisco tutte quelle pianificazioni che coinvolgono una giurisdizione che ha una debole o nulla legislazione antiriciclaggio, se il pagamento transfrontaliero è deducibile alla fonte e il destinatario risiede in un paese a bassa tassazione, se c’è un legame tra il compenso dell’intermediario e il vantaggio fiscale che deriva all’evasione, se lo stesso reddito beneficia di sgravi fiscali da più paesi contemporaneamente e se lo stesso bene beneficia delle regole di ammortamento in più paesi. Una volta che l’Agenzia delle entrate nazionale entra in possesso di queste informazioni deve automaticamente condividerle con tutti gli altri stati membri. Come? Sarà istituita una banca dati centralizzata e su base trimestrale verranno caricati i dati aggiornati.

Giorgia Pacione Di Bello

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