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“Non voglio solo tagliare costi Se vinco Rcs avrà più ricavi da vendite ed eventi sportivi”

Ultimo giorno di adesioni alle due offerte concorrenti sul capitale Rcs. Ieri l’Opas lanciata da Cairo communications aveva raggiunto il 22,03% del capitale Rcs e stasera si dovrebbe conoscere il risultato finale.
Dottor Cairo, cosa farà se la sua Opas su Rcs risulterà vincente?
«Non voglio solo tagliare i costi, mi dedicherò a tempo pieno al rilancio dell’azienda cercando anche di aumentare i ricavi, di fare sviluppo. Negli ultimi anni in Rizzoli non hanno lanciato nuovi prodotti, la Gazzetta Tv è stata chiusa dopo poco tempo con perdite importanti».
Quali aree della Rcs si possono sviluppare secondo lei?
«Una priorità è quella del Giro d’Italia che oggi fattura solo 25 milioni contro 110 del Tour de France. Entrambi gli eventi sono visti in più di 160 paesi del mondo e agendo su sponsor, diritti tv e tappe i ricavi del Giro potrebbero aumentare in maniera consistente ».
Lei non ha esperienza di quotidiani ma solo di settimanali. Che cosa potrebbe fare per riportare lettori verso i giornali di carta?
«Negli ultimi anni mi sembra che gli editori di quotidiani abbiano fatto di tutto per allontanare i lettori dai loro prodotti. Hanno ridotto le pagine, le tirature, introdotto gadget obbligatori, non hanno fatto promozione. Non è vero che la gente non vuole più leggere i giornali, solo li vuole di maggiore qualità e pagarli di meno. La carta può recuperare lettori ma per mantenere la foliazione bisogna avere più notizie, più idee e rendere la vita più semplice al consumatore».
Vede altre aree di inefficienza nel panorama dei giornali Rcs?
« Oggi ha un brand fantastico, non può vendere solo 110 mila copie.
Sette può diventare un magazine di tendenza. In Spagna El Mundo è crollato nella diffusione e sul mercato c’è spazio per almeno tre nuovi settimanali».
Dopo tre rilanci a testa state valutando Rcs quasi 950 milioni. Non è troppo?
«E’ vero abbiamo alzato la nostra offerta rispetto all’inizio, ma credo si possa creare molto valore ristrutturando e rilanciando Rcs. Il mio piano prevede di raggiungere 170 milioni di Ebitda al 2018 dai 17 del 2015».
Lei ha sempre ricordato che nelle società che ha acquisito non ha mai tagliato posti di lavoro. Può fare la stessa promessa nel caso di Rcs?
«Questo è il mio principio generale anche se prima di assicurarlo devo entrare nella società e capire bene i conti. Io ci posso mettere tanto lavoro e una grande passione per questo mestiere ».
Non le sfuggirà che la Rizzoli ha sempre rappresentato anche un importante centro di potere. Si sente le spalle sufficientemente larghe per fare l’editore unico di Rcs?
«Io non vedo Rcs come un centro di potere ma piuttosto un’azienda che ha un grosso potenziale inespresso. D’altronde anche La7 può essere considerata un centro di potere, dal Tg di Mentana a 8 e mezzo di Lilli Gruber fino a Floris si raggiungono milioni di telespettatori. Il mio stile è di scegliere i direttori o i conduttori e poi dargli fiducia, non voglio interferire con la fattura di giornali o programmi».
L’uscita di Fca dal libro soci Rcs ha facilitato la sua discesa in campo?
«A Rcs ci pensavo già prima della decisione di Fca. Certo la loro decisione ha reso più contendibile la società che da quel momento ha il 65% delle azioni sul mercato. In quel momento il mio interesse è cresciuto».
Come è nata l’alleanza con Intesa Sanpaolo? Non sarà una presenza ingombrante per Cairo avere una grande banca azionista e creditore?
«Prima ho incontrato Gaetano Micciché, poi Giovanni Bazoli che non conoscevo, quindi mi sono confrontato con Carlo Messina. A tutti loro ho esposto il mio progetto che è piaciuto molto, vogliono che mi occupi di Rcs, sanno che per gestire bene le aziende ci vogliono persone capaci e appassionate».
Aveva avuto colloqui anche con Diego Della Valle, c’era l’idea di fare l’operazione insieme?
«Ho parlato con Della Valle ma non l’ho visto orientato al cambiamento dell’azienda come lo ero io, era più per il mantenimento dello status quo».
Bonomi e i suoi soci sono saliti al 25% e, nel caso lei vincesse, potrebbero fare opposizione. Riuscirebbe lo stesso a fare la fusione Cairo-Rcs?
«Parto dal presupposto di fare il bene dell’azienda e penso che loro siano delle persone responsabili. Se a un certo punto la fusione Cairo-Rcs fosse considerata positiva per entrambe le aziende non vedo il motivo per opporsi».

Giovanni Pons

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