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Non tutti gli spread nuocciono: boom di soldi tedeschi in Italia

C’è una migrazione verso l’Italia, che passa forse inosservata ma che non ha minore importanza di altri spostamenti che interessano le frontiere nazionali. È quella del denaro dirottato dalle famiglie europee verso i conti delle nostre banche a caccia di un pur minimo rendimento. Il fenomeno riguarda soprattutto i risparmiatori tedeschi, ai quali si devono ormai 2,6 dei circa 4 miliardi di euro complessivi di depositi detenuti presso gli istituti di credito italiani da soggetti privati esteri.

Si tratta di un dato in crescita, quasi quadruplicato rispetto agli 1,1 miliardi registrati nei primi mesi del 2015, e in ulteriore accelerazione negli ultimi mesi a causa dell’atteggiamento estremamente prudente innescato fra i risparmiatori dalla crisi Covid. E al contempo è anche un movimento favorito dallo sviluppo di piattaforme sorte appositamente per aiutare a convogliare l’enorme risparmio dei tedeschi (e non solo) dove i tassi sono ancora positivi.

La Germania è del resto il Paese con il livello maggiore di denaro parcheggiato in depositi: erano ben 2.555 miliardi a fine 2020, oltre il 30% dell’ammontare complessivo dell’intera Eurozona. Ma anche quello in cui le banche hanno più che in ogni altro iniziato a penalizzare i correntisti applicando tassi negativi, facendo cioè pagare loro la sosta. Di qui l’esigenza di individuare soluzioni differenti e più vantaggiose, non soltanto in Italia visto che si notano anche flussi consistenti di risparmio tedesco anche verso Austria, Francia, Paesi Bassi e Spagna.

I vantaggi per i risparmiatori…

Ad aiutare le famiglie nella ricerca sono appunto piattaforme in grado di collegare le banche di tutta Europa e convogliare così il denaro dove ancora è possibile spuntare rendimenti, anche se modesti. «Con la nostra piattaforma i risparmiatori hanno la possibilità di costruire portafogli di depositi come se si trattasse di una qualsiasi altra asset class, senza un importo minimo, senza dover aprire di volta in volta nuovi conti presso banche terze e senza oneri di dichiarazione fiscale», spiega Ermanno Ciarrocchi, Chief Sales Officer Europe di Deposit Solutions.

«Questa soluzione è particolarmente interessante in un momento in cui molte delle grandi banche tedesche hanno liquidità eccessiva e per questo offrono tassi bassi o addirittura negativi e sempre meno depositi a tempo determinato», aggiunge Federico Roesler Franz, Head of Partner Banks Management a Raisin, facendo notare come le differenze fra Paesi siano al momento significative. Le rilevazioni Bce indicano per esempio sui depositi con scadenza fino a un anno un rendimento di -0,01% in Germania contrapposto allo 0,61% praticato in Italia. Né manca la tutela per gli stessi risparmiatori, che in questi casi sono comunque tutelati attraverso il fondo di garanzia sui depositi armonizzato a livello europeo, che copre fino a 100mila euro in caso di eventuale fallimento dell’istituto di credito.

… e quelli per le Banche

Il meccanismo è potenzialmente favorevole anche per le stesse banche: per le italiane ovviamente, ma anche quelle del Paese di provenienza. «Gli istituti di credito di tutta Europa possono diversificare la raccolta a livello geografico e accedere a liquidità a condizioni convenienti, soprattutto per quanti non avrebbero altrimenti un’attività al dettaglio», nota Roesler Franz, ricordando come attraverso le piattaforme di Raisin in otto Paesi europei oltre 100 partner abbiano ricevuto 31,5 miliardi di euro in depositi da 330mila clienti registrati.

«Le banche e gli istituti tedeschi partner – circa 200 per un totale di 30 milioni di risparmiatori – possono da una parte gestire l’eccesso di liquidità in modo da migliorare i requisiti patrimoniali e dall’altra conservare la clientela esistente e anzi acquisirne di nuova diventando un financial hub per i risparmi» completa il ragionamento Ciarrocchi, portando come esempio l’accordo siglato da Deposit Solutions con la stessa Deutsche Bank, esteso di recente ad altre entità del gruppo e a ulteriori segmenti di clientela come quello private. Insomma, una partita vincente per tutti, almeno fino a questo momento.

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