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«Non siate un freno alla ripresa» Draghi: ora riforme e stabilità

Bene i progressi dell’Italia e dell’eurozona, mentre i mercati internazionali chiedono «stabilità e riforme» all’Italia e a tutti gli altri Paesi dell’euro in un momento particolarmente delicato. È questo, il «messaggio, molto semplice» lanciato ieri dal presidente della Bce Mario Draghi ai Paesi di Eurolandia, per rafforzare la ripresa ancora «debole e diseguale», sulla quale pendono ancora «rischi al ribasso». Mentre la Banca centrale europea continua a essere «pronta ad agire», se necessario, con un taglio dei tassi di interesse – lasciati peraltro invariati allo 0,5%, anche dopo aver discusso in Consiglio l’eventualità di un ribasso – e per elargire liquidità alle banche, attraverso «vari provvedimenti», fra cui anche aste (Ltro) a lungo termine, mentre l’inflazione continua a rimanere modesta.
Ma il messaggio particolare il presidente della Banca centrale europea l’ha lanciato ieri da Parigi nei confronti dell’Italia, la quale «ha fatto molti progressi, soprattutto sul fronte del risanamento di bilancio». D’altra parte, ha proseguito, «progressi considerevoli» sono stati fatti in tutti i Paesi della moneta unica, sul fronte del risanamento dei bilanci e delle riforme strutturali, rendendo «l’eurozona più resistente».
E questa, ha proseguito Draghi parlando in termini generali, durante la conferenza stampa tenuta nella capitale francese, sede della riunione semestrale esterna del Consiglio direttivo, «è anche una delle ragioni per cui i periodi di instabilità di alcuni Paesi, come li abbiamo visti in Grecia, Portogallo e ora in Italia» potrebbero danneggiare le speranze di una ripresa”, ma «non colpiscono le fondamenta dell’eurozona come era solita fare fino a due anni fa», quando si temeva per la fuoriuscita di Paesi dall’euro.
Ma se l’eurozona è diventata più resistente nel corso del 2012, secondo il numero uno di Eurotower lo deve anche alla «risposta tempestiva» della Bce e al lancio del programma di acquisto di titoli sovrani (Omt). E lo deve anche al miglioramento, anche qui «significativo», della governance generale della Unione Europea. E per questo ha esortato i governi a proseguire nelle riforme e nella stabilizzazione dei rispettivi Paesi, e ad accordarsi sui prossimi passi di sviluppo dell’unione bancaria, preannunciando entro la seconda metà del mese la pubblicazione dei parametri per condurre l’analisi delle attività dei bilanci, per far tornare la fiducia nelle banche.
Sospinta dalla fiducia al governo la Borsa di Milano è cresciuta dello 0,68%, toccando i nuovi massimi da due anni. Contrastati gli altri listini europei, che hanno risentito della situazione negli Stati Uniti, dove un mancato accordo tra repubblicani e democratici non riesce a interrompere il taglio delle spese statali: Francoforte ha perso lo 0,69%, Parigi lo 0,92%, Londra lo 0,35%. In calo sotto i 260 punti base lo spread fra Btp e Bund decennali.

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