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«Non si tocca la rete di Telecom Italia»

«A oggi la necessità di separare la rete noi non la vediamo». Marco Patuano, amministratore delegato di Telecom Italia, conferma ancora una volta la linea del gruppo sull’asset infrastrutturale del gruppo parlando nel corso di un’audizione alla Camera. Da parte sua il sottosegretario allo Sviluppo economico, Antonello Giacomelli, ha frenato ancora: «Scorporo rete» di Telecom Italia e «switch off» del rame a favore della fibra ottica – ha detto – sono «termini neanche pronunciabili».
Sul piano di investimenti di Telecom si è soffermato il presidente Giuseppe Recchi: «È il più grande fatto nel nostro settore – ha detto il manager – «è sinergico e si integra perfettamente con le misure e gli obiettivi del Governo».

«A oggi la necessità di separare la rete noi non la vediamo». Marco Patuano, amministratore delegato di Telecom Italia, conferma ancora una volta la linea del gruppo sull’asset infrastrutturale, proprio nelle settimane decisive per mettere a punto un possibile piano pubblico-privato finalizzato a sviluppare un network a banda ultralarga. Patuano risponde nel corso di un’audizione alla Camera: «La nostra posizione è che la rete debba essere neutrale più che societarizzata» chiarisce.
Poi un passaggio sul Piano per la banda ultralarga presentato la scorsa settimana a Palazzo Chigi. «Al governo e al parlamento chiediamo di attuare in tempi rapidi i principali interventi necessari per una effettiva promozione dell’economia digitale» incalza Patuano.
Lo stato dell’arte in realtà potrebbe presentare qualche criticità inattesa. Ieri il portavoce di Matteo Renzi ha annunciato con un tweet la firma del premier alla delibera con la quale Palazzo Chigi trasmette il Piano alla Conferenza delle regioni. Ma senza i decreti attuativi il documento sarà solo una cornice. Il decreto più atteso, relativo al credito d’imposta per gli investimenti degli operatori, è ancora impantanato tra le valutazioni del ministero dell’Economia e l’attesa del parere preventivo della Commissione europea dopo la richiesta inoltrata dall’Italia. Ma finora non è ancora arrivata una risposta in merito a come classificare (aiuto di Stato o no?) il credito d’imposta fino al 50% su Ires e Irap per l’upgrade delle reti da 30 a 100 megabit/secondo. E si è ormai agli sgoccioli considerato che gli operatori interessati dovrebbe prenotarsi, nelle relative aree, entro il 31 marzo. Anche se arrivasse il via libera entro pochi giorni, considerati i tempi di registrazione della Corte dei Conti e quelli di pubblicazione, sembra molto improbabile centrare la scadenza.
Il sottosegretario allo Sviluppo economico, Antonello Giacomelli, intervenendo in un’altra audizione, al Senato, ha promesso comunque l’impegno a completare tutto il pacchetto normativo, compresi i decreti sul Catasto unico e sugli scavi con mini-trincee, in tempi brevi. Pressato da alcuni senatori sostenitori di una pubblicizzazione della rete tlc, Giacomelli ha frenato ancora: «Scorporo rete» di Telecom Italia e «switch off» del rame a favore della fibra ottica – ha detto – sono «termini neanche pronunciabili». Si lavora a «una migrazione progressiva e concordata» da rame a fibra – ha proseguito – con Metroweb che «dovrà avere un ruolo da protagonista rispettando i piani di tutti i privati, purché i privati non pensino di avere una sorta di diritto di veto per impedire la realizzazione del piano». Interrogato poi su un altro dossier caldo per il governo, quello relativo a Mediaset-Raiway e alle torri tv, Giacomelli ha detto di non considerarsi «spaventato dall’idea di un operatore unico nazionale». Sulle torri invece l’a.d. di Telecom ha sottolineato che quelle di tlc hanno una potenza molto inferiore a quelle tv, quindi «mettere insieme le une con le altre avrebbe un senso finanziario, ma non una logica industriale».
Sul piano di investimenti di Telecom si è soffermato il presidente Giuseppe Recchi: «È il più grande fatto nel nostro settore – ha detto il manager – La nostra società è quella che investe di più attraverso tutti i settori in Italia». Per Recchi, in particolare, il piano industriale della compagnia «e’ sinergico e si integra perfettamente con le misure e gli obiettivi del Governo».

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