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Non si sblocca il negoziato con la Grecia

Sono trattative infinite quelle che i creditori della Grecia hanno intavolato con il Paese mediterraneo, mentre Atene oscilla spericolatamente sull’orlo del precipizio finanziario. Ieri la quarta riunione dei ministri delle Finanze della zona euro in una settimana è terminata con un fallimento. I negoziati tra le parti continueranno tra oggi e domenica, per evitare, se possibile, un crollo dei mercati lunedì, in mancanza di un accordo che deve servire a sborsare urgenti aiuti economici.
I ministri delle Finanze si sono trovati sul tavolo ieri pomeriggio qui a Bruxelles il testo di due possibili accordi con la Grecia: il primo messo a punto dal governo greco, ma considerato insufficiente dalla Commissione europea, il Fondo monetario internazionale e la Banca centrale europea; il secondo preparato dalle tre istituzioni creditici ma ritenuto inaccettabile dal premier Alexis Tsipras, a Bruxelles in questi giorni per partecipare a un Consiglio europeo previsto da tempo.
In un comunicato, il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem ha spiegato che le tre istituzioni sono state chiamate nelle prossime ore a valutare l’ennesima nuova proposta greca di accordo, arrivata solo ieri pomeriggio. L’uomo politico olandese ha precisato che secondo la Commissione europea, il Fondo monetario internazionale e la Banca centrale europea vi sono ancora «numerose questioni» sulle quali il divario è ancora «ampio».
Nel contempo, l’Eurogruppo ha spiegato che «la porta è ancora aperta perché le autorità greche accettino le proposte dei creditori». Dijsselbloem ha riferito della situazione ai capi di Stato e di governo, riuniti da ieri qui a Bruxelles per un vertice di due giorni fissato da tempo. L’obiettivo dei Ventotto è di evitare di discutere della crisi greca, lasciando la questione ai ministri delle Finanze. Il tema, però, si è inevitabilmente imposto nel programma dei leader.
Una nuova riunione dell’Eurogruppo si terrà probabilmente sabato, nella speranza che da qui ad allora il negoziato tecnico avrà fatto passi avanti. Il clima tra le parti rimane teso. Ieri il ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis ha sostenuto che «alcuni colleghi si sono mostrati in disaccordo e hanno criticato la proposta delle istituzioni». Non era chiaro se le cose siano veramente andate in questo modo. Così dicendo, tuttavia, il ministro ha contribuito ad avvelenare i rapporti già segnati dal risentimento.
La proposta delle istituzioni è «un buon passo avanti», secondo un funzionario governativo italiano citato dalle agenzie di stampa. Il problema, ha aggiunto questa persona, «non è sui numeri, che sono vicini». Quello che non si riesce a valutare è «se il governo prenderà le misure necessarie a raggiungere i risultati. Non ci sono bozze e non c’è un programma di attuazione da parte di Atene. In altre parole, sembra che manchi la fiducia fra le parti».
Intanto, entrando nel merito dei negoziati, i nodi tra le parti sono sempre gli stessi: pensioni e tassazione. L’obiettivo è di trovare un accordo entro lunedì, prima dell’apertura dei mercati, avrebbe detto la cancelliere Angela Merkel in una riunione del Partito popolare europeo, secondo Reuters. Il 30 giugno scade sia l’attuale memorandum greco con i creditori, sia un prestito da 1,6 miliardi di euro da rimborsare all’Fmi. L’urgenza di nuovi aiuti, mentre i rischi di una crisi di liquidità si toccano con mano, è evidente.
Secondo un programma tutto da confermare, e che dipende dal raggiungimento domani di un accordo, il parlamento greco sarebbe chiamato ad approvare una serie di misure domenica. Solo dopo questo voto, i governi darebbero il loro benestare all’esborso di nuovo denaro. In Germania, Finlandia, Estonia e Olanda c’è bisogno di un voto parlamentare. Il presidente del Parlamento europeo Martin Schulz si è detto certo che Tsipras tirerà la corda fino «all’ultimo secondo» pur di ottenere concessioni.

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