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Non può fallire la srl a totale partecipazione pubblica

La natura pubblica della srl a totale partecipazione dell’ente locale impedisce il fallimento per mancanza del requisito soggettivo di fallibilità. È quanto emerge dalla sentenza della Corte d’appello de L’Aquila numero 304/2015 pubblicata il 2/3/2015.

Il provvedimento della Corte d’appello de L’Aquila fa seguito alla proposizione di reclamo contro la sentenza emessa dal tribunale di Pescara che ha dichiarato il fallimento di una società a responsabilità limitata a totale partecipazione comunale che gestiva la riscossione dei tributi.

La Corte d’appello, in maniera lucida, puntualizza che il legislatore ha affermato la non fallibilità degli enti pubblici ne delle società a totale partecipazione pubblica laddove la sostanza dell’attività effettivamente esercitata e della effettiva natura dell’ente sia tale da consentire di prescindere dalla sua veste giuridica (spa o srl).

Gli indici sintomatici della natura sostanzialmente pubblica della spa o della srl partecipata dall’Ente sono stati individuati dalla Corte: nelle limitazioni statutarie all’autonomia degli organi societari; nella titolarità pubblica delle quote di partecipazione; nella partecipazione dell’Ente alla nomina degli organi della stessa società.

In pratica il giudice di secondo grado ha reso, nella fattispecie, effettivo il principio Comunitario di impresa pubblica che sussiste ogni qualvolta vi sia ingerenza, controllo da parte della pubblica amministrazione sull’esercizio dell’impresa; ovviamente l’impostazione non contrasta con quanto affermato dalla Suprema corte di cassazione (sent. 21991 06/12/2012) secondo cui: «Una società il cui statuto non evidenzi poteri di influenza e di ingerenza, ulteriori rispetto a quelli normali previsti dal codice civile, dell’ente pubblico . omissis . non perde la qualifica di impresa commerciale collettiva…» quindi è assoggettabile alle nomali procedure concorsuali. In conclusione la srl (o la spa) può fallire anche se esercita attività tipiche dell’ente pubblico se lo statuto non è conforme ai principi comunitari dell’in house providing altrimenti non ha il requisito soggettivo per la dichiarazione di fallimento.

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