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Il non profit in missione

In sede di redazione del bilancio di esercizio gli enti non profit dovranno predisporre la «relazione di missione». Come previsto dallo schema di decreto legislativo che istituirà il codice del terzo settore, approvato in consiglio dei ministri il12/5/17 (si veda ItaliaOggi del 13/5/17) il bilancio di esercizio sarà formato dallo stato patrimoniale, dal rendiconto gestionale, con l’indicazione delle entrate, dei proventi, delle uscite e dei costi dell’ente e dalla relazione di missione, finalizzata a illustrare le poste di bilancio, l’andamento economico e finanziario dell’ente e le modalità di perseguimento delle finalità statutarie. In pratica, la relazione di missione è il documento che accompagna il bilancio in cui gli amministratori espongono e commentano le attività svolte nell’esercizio, nonché le prospettive sociali, rendendo conto dei molteplici aspetti di gestione che non trovano una manifestazione di natura economico-finanziaria in senso stretto. La relazione di missione ha inoltre la funzione di esprimere il giudizio dell’organo amministrativo sui risultati conseguiti, di determinare la destinazione del risultato stesso, se positivo, e la copertura (e/o i provvedimenti relativi) se il risultato è negativo. La relazione di missione deve garantire un’adeguata rendicontazione sull’operato dell’ente e sui risultati ottenuti, con una informativa centrata sul perseguimento della missione istituzionale, esprimendosi sulle prospettive di continuità aziendale. La relazione può inoltre fornire informazioni rispetto a tre ambiti principali:

– missione e identità dell’ente;

– attività istituzionali, volte al perseguimento diretto della missione;

– attività «strumentali», rispetto al perseguimento della missione istituzionale (attività di raccolta fondi e di promozione istituzionale).

In definitiva, la dichiarazione di missione risulta fondamentale sia per rendere consapevoli gli stakeholder su «chi è l’organizzazione» sia per fornire un riferimento per effettuare l’analisi della coerenza e dell’efficacia dell’organizzazione. Va evidenziato che il significato che viene attribuito alla nozione di missione può essere più o meno ampio. In molti casi, infatti, tale termine viene utilizzato come sinonimo di scopo/finalità/obiettivo generale dell’organizzazione.

Gli ulteriori elementi ritenuti fondamentali per rappresentare l’identità di un ente non profit sono relativi a:

– compagine sociale: in particolare ne va precisata consistenza e composizione;

– sistema di governo e controllo: va illustrata l’articolazione, la responsabilità e la composizione degli organi e le regole che ne determinano il funzionamento. Per tutti gli enti per i quali il tema della democraticità interna e della partecipazione degli associati alla vita dell’ente siano rilevanti (in quanto oggetto di previsioni statutarie e/o della dichiarazione di missione o di altri documenti fondativi), deve essere inoltre effettuata una specifica rendicontazione su quanto realizzato al riguardo;

– risorse umane: deve essere precisata consistenza e composizione delle persone che operano per l’organizzazione, distinguendo tra le diverse tipologie (personale retribuito dall’organizzazione, volontari, giovani in servizio civile ecc.).

In ordine alle semplificazioni, lo schema di decreto legislativo prevede inoltre che il bilancio degli enti del terzo settore con ricavi, rendite, proventi o entrate, comunque denominate, inferiori a 220.000 euro, potrà essere redatto nella forma del rendiconto finanziario per cassa.

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