Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Non più solo controlli

Cambierà l’ architettura del Ministero della giustizia e con essa anche l’ispettorato generale in cui grazie alla tecnologia saranno diversi i tempi e i modi dell’attività ispettiva ordinaria ma soprattutto le funzioni: non più di solo controllo della regolarità dell’azione degli uffici ma di ricognizione delle prassi operative per promuoverne le esperienze migliori. Attivo, invece, già dal 10 giugno scorso, un Osservatorio per il monitoraggio degli effetti delle riforme e per la valutazione, indicatori internazionali alla mano, dell’efficacia delle riforme necessarie alla crescita del paese. Sono alcune delle novità del nuovo regolamento di riorganizzazione del ministero che insieme agli altri dicasteri, dovrà essere adottato con un decreto a firma del presidente del consiglio Matteo Renzi entro il 15 ottobre prossimo. Tra i desiderata dell’Atto di indirizzo politico istituzionale per il 2015 del ministro Orlando, la spinta riformatrice spazia dalla giustizia civile a quella penale, al sistema penitenziario fino all’informatizzazione, alle rilevazioni statistiche e alla geografia giudiziaria. Intanto, fa sapere il Guardasigilli, istituito il Servizio di programmazione delle politiche di innovazione e di controllo di gestione del ministero, servirà «una nuova politica di gestione del personale fondata su analisi aggiornate dei fabbisogni i competenze e specializzazioni e sulla qualificazione e valorizzazione degli addetti». Novità anche per le spese di giustizia dove con l’obbligo della fatturazione elettronica nei rapporti economici tra p.a. e fornitori, si lavora a stretto contatto con il Mef per introdurla presso avvocatura e magistratura onoraria. Tempi brevi anche per l’indizione di una gara unica nazionale per i servizi tecnici in materia di intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali mentre sta per concludersi il procedimento di quantificazione dei costi standard funzionali alla determinazione dei contributi ai comuni per le spese di gestione degli uffici giudiziari.

GIUSTIZIA CIVILE E PENALE – In comune tra civile e penale, pur nella diversità dei numeri, c’è l’intento deflativo per l’abbattimento di un arretrato che al 31 dicembre 2013, ha registrato oltre 5 mila cause civili pendenti davanti ai tribunali di primo grado e oltre 3 mila cause penali pendenti. La spinta nel primo caso va alla negoziazione assistita complementare all’obbligatoria mediazione e all’ ampliamento dell’arbitrato esteso anche alle cause civili pendenti di primo grado e appello. In ambito organizzativo, invece, la creazione del tribunale in materia di diritto di famiglia e l’ampliamento delle competenze di quello delle imprese, accentuerebbero le professionalità della funzione ed eviterebbero la dispersione delle conoscenze. Nel penale, invece, si punta a incidere sull’udienza preliminare limitandola ai reati più gravi, ristretto anche l’appello limitato al principio di tendenziale tassatività dei motivi, anche se richiesto dal pm.

CARCERI E GEOGRAFIA GIUDIZIARIA – Potenziare le misure alternative al carcere per ridurre la cella a luogo di pernottamento o poco più. Va in questo senso l’azione intrapresa dal ministero a cominciare dal ripensamento del sistema dell’esecuzione penale esterna e del ruolo ricoperto dal magistrato di sorveglianza oltre ai 30 milioni di euro di sgravi fiscali e contributivi stanziati con un decreto tra ministri della Giustizia, dell’Economia e del lavoro per quelle imprese che assumano detenuti per un tempo non inferiore ai 30 giorni. Altrettanto urgenti sono gli interventi di edilizia e ristrutturazione carceraria in una situazione di cronica insufficienza di spazio negli istituti di pena. In materia di geografia giudiziaria, invece, con la massiccia soppressione di tribunali e procure e il mantenimento dei gdp, si è provveduto a un monitoraggio dello stato di attuazione della riforma e di verifica dei problemi così da procedere alla razionalizzazione anche dei distretti di corte d’Appello finora non toccati dall’attuale riassetto organizzativo degli uffici.

INFORMATIZZAZIONE E BEST PRACTICE – Dopo il 30 giugno scorso quando è scattata l’obbligatorietà del pct in primo grado, dal 30 giugno 2015, l’obbligo scatterà anche per le corti d’appello e per i giudici di pace. Più indietro il penale ancora senza un sistema unico dei registri informatici e senza alcuna scelta univoca in materia di applicativi di digitalizzazione. Per le best practice, invece, la nuova programmazione 2014-2020 dovrà tenere conto delle nuove politiche di innovazione organizzativa del Ministero.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Torna l’incubo della crescita sotto zero, con l’Europa che teme di impiantarsi nuovamente nel qu...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il chief executive officer uscente di Ubs, il ticinese Sergio Ermotti, saluta la banca con cifre del...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Le quotazioni di Borsa di Mediobanca a ottobre si sono attestate a 6,88 euro di media con scambi gio...

Oggi sulla stampa