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Per non perdere terreno Bper scommette sulle filiali

Passa dall’Emilia Romagna, e in particolare dall’asse tra Modena (sede di Bper) e Bologna (sede di Unipol), il riassetto bancario lanciato lunedì sera da Intesa Sanpaolo. Perché se, come possibile, l’offerta pubblica di scambio volontaria sulla totalità delle azioni di Intesa Sanpaolo andrà a buon fine e Ca’ de Sass potrà comprare Ubi senza incorrere negli strali dell’Antitrust, è proprio grazie al supporto (decisivo) dell’ex popolare emiliana. Che in un complicato gioco ad incastri rivestirà il ruolo di acquirente di tutti gli sportelli di Ubi in esubero, sportelli che la stessa Intesa non potrà assorbire per evitare di superare i limiti alla concentrazione.

L’operazione di Bper prevede di fatto l’acquisizione di circa 400-500 filiali a un prezzo stimato di circa 780 milioni di euro cash, cifra che verrà finanziata tramite un aumento di capitale compreso «tra i 750 e gli 800 milioni di euro», ha spiegato ieri l’a.d. Alessandro Vandelli agli analisti. Per ora si tratta di cifre temporanee anche perché il perimetro delle filiali è ancora da cristallizzare in maniera definitiva, e se ne parlerà nel secondo semestre.

Di certo c’è però che il mercato ieri ha punito pesantemente Bper, facendo lasciare sul terreno al titolo il 10,5 per cento. Una reazione che in parte, in casa Bper, spiegano con l’annuncio dell’aumento di capitale. E, in altra parte, con il venire meno dell’appeal speculativo di Bper Banca, che da tempo era candidata a giocare un ruolo di pivot nell’atteso risiko bancario, peraltro come potenziale partner proprio di Ubi.

Si vedrà. Certo è che nel corso della conference call, Vandelli ha più volte insistito sulla «valenza industriale del progetto», spiegando come per Bper questa sia stata un’opportunità da cogliere al volo. Secondo la simulazione dell’ex popolare – che è stata assistita da Rothschild in qualità di advisor finanziario e da Chiomenti Studio legale – il progetto prevede che la banca modenese compri filiali collocate prevalentemente in Italia settentrionale (con focus specifico sulla Lombardia), per un ammontare complessivo di crediti netti verso clientela pari, nell’assunzione più realistica, a circa 21,5 miliardi e attività ponderate per il rischio per 11,6 miliardi. A fronte di un patrimonio netto di 1,4 miliardi assorbito, Bper pagherà 780 milioni. Di fatto quindi l’acquisizione del ramo di Ubi avverrà a 0,55 volte il capitale Cet1, e ciò genererà un badwill di circa 640 milioni che verrà utilizzato per fare extracoperture. La redditività dell’investimento attesa è compresa tra il 15-20 per cento, mentre la creazione di valore sull’earning per share è stimata attorno al 6 per cento. «È una grande opportunità non solo nel medio termine ma guardano avanti», ha sottolineato Vandelli con l’obiettivo di realizzare «una profittabilità sostenibile nel tempo».

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