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Non è inesistente la notifica a società cancellata dal Registro

La notifica di un avviso di accertamento a società cancellata dal registro delle imprese per scissione prima della riforma del diritto societario non può considerarsi inesistente se è avvenuta nelle mani del suo rappresentante legale.

La Corte di cassazione con ordinanza nr 11348 del 5 luglio 2012 ritorna sulla questione della irregolarità della notifica degli atti impositivi, oggetto di ampio dibattito in passato e ancora non ben definita soprattutto dalla giurisprudenza di merito, pronunciandosi avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale di Roma la quale aveva accolto il ricorso di una società di capitali ritenendo gli avvisi di accertamento impugnati inesistenti in quanto emessi e notificati a società ormai inesistente per cancellazione dal registro delle imprese a seguito di scissione avvenuta nel corso del 2002.

Per la Cassazione la validità della avvenuta notificazione dell’atto impositivo poggia su due argomentazioni. Innanzitutto la società si era cancellata dal registro delle imprese in data anteriore all’entrata in vigore dell’art 4 del dlgs 17 gennaio 2003 nr 6 il quale modificando l’art 2495 del codice civile, aveva attribuito efficacia costitutiva alla cancellazione della società. La società, pertanto, essendosi cancellata anteriormente alla data di entrata in vigore della riforma (1 gennaio 2004) non poteva considerarsi giuridicamente «estinta» sino a quando permanevano nella società debiti sociali e in ogni caso sino alla predetta data. Sul punto si era già espressa la Cassazione a Sezioni Unite (nr 4062 del 22.02.2010) la quale aveva precisato che, in mancanza di espressa previsione legislativa, alla nuova formulazione dell’art 2495 non poteva esser data efficacia retroattiva per l’ovvia tutela dell’affidamento dei contribuenti. In secondo luogo, rifacendosi a un orientamento ormai consolidato della giurisprudenza di legittimità, pur essendo gli atti impositivi provvedimenti recettizi che vengono ad esistenza solo se correttamente notificati, l’inesistenza giuridica della notifica può sussistere solo quando essa manchi del tutto o sia effettuata in maniera non conforme alla normativa, perché avvenuta in un luogo a persona non attinente con il destinatario dell’atto. Sussiste invece nullità, quando la notificazione sia avvenuta in luogo o a soggetti diversi da quelli stabiliti dalla legge ma che abbiano comunque un qualche riferimento con il destinatario dell’atto. Per la Corte quindi la notificazione dell’avviso di accertamento nelle mani del suo legale rappresentante fa si che la stessa non possa essere considerata inesistente perché consegnata a soggetto attinente ovvero a colui che poteva essere considerato il legittimo destinatario dell’atto. Il vizio di notifica, inoltre, può considerarsi sanato se la conoscenza dell’atto è provata dalla avvenuta proposizione del ricorso.

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