Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

«Non dovevano entrare nell’euro» Lo schiaffo della Cancelliera ai greci

La Grecia doveva tenersi la dracma, evitando di compromettere la stabilità dell’euro. Angela Merkel tira fuori le unghie, a pochi giorni dal primo e unico duello televisivo con il socialdemocratico Peer Steinbrück, dando una scossa ad una campagna elettorale fino ad ora un po’ addormentata anche dall’ampio distacco che separa i due avversari.
Attaccata ripetutamente nei giorni scorsi dall’opposizione (che l’ha accusata di non dire la verità sui costi di un nuovo pacchetto di aiuti per il governo di Atene), la cancelliera si è difesa chiamando pesantemente in causa il suo predecessore, Gerhard Schröder. «La crisi ha impiegato vari anni ad emergere a causa di alcuni errori nella costruzione della moneta unica: per esempio la Grecia non avrebbe dovuto mai essere ammessa nell’eurozona», ha detto la donna più potente del mondo ad una manifestazione elettorale cristiano-democratica svoltasi a Rendsburg, nello Schleswig-Holstein.
Parole chiare, che si sono unite ad un’altra critica, rivolta anche questa all’ex cancelliere della Spd. E’ stato lui, ha ricordato Angela Merkel, a volere l’allentamento dei criteri del patto di stabilità. Di quello che accade nel 2001 si è parlato molto, ma è la prima volta, invece, che la cancelliera rivisita criticamente l’ingresso della Grecia nell’eurozona, non limitandosi a insistere sulla necessità che il governo di Atene attui le riforme necessarie per evitare il peggio. Si trattò di una decisione, «fondamentalmente sbagliata», ha detto.
Le frasi della cancelliera avevano come bersaglio la leadership socialdemocratica. Ma non è azzardato prevedere che questa rilettura della storia possa dare fiato a tutti coloro che, in Germania, si sono espressi più volte contro l’irreversibilità del processo che ha portato la Grecia nell’area della moneta unica. C’è da dire comunque che anche il presidente della Spd Sigmar Gabriel aveva espresso dei dubbi sul via libera ricevuto a suo tempo dal governo di Atene, dando la dimostrazione che anche all’interno del partito di Brandt e Schmidt le posizioni sono meno omogenee di quanto sarebbe lecito aspettarsi.
Il dossier greco è diventato uno dei temi centrali della campagna per il voto del 22 settembre dopo che il ministro delle Finanze Wolfgang Schäuble ha definito molto probabile lo stanziamento nel 2014 di un terzo pacchetto di aiuti. Il vecchio leone cristiano-democratico ha stupito molti, ma sapeva bene quello che diceva: il suo obiettivo, come ha poi spiegato in una successiva intervista, era quello di non essere incolpato di aver nascosto i problemi prima delle elezioni.
Ma tutto questo non è bastato, anche per il silenzio che la cancelliera ha scrupolosamente osservato su questo argomento in tutta la prima fase della campagna. I socialdemocratici hanno potuto così insistere molto nel chiedere maggiore chiarezza al governo sugli oneri futuri della stabilizzazione dell’euro. «Senza distribuire sonniferi», ha sostenuto Steinbrück. Da parte sua, Gabriel ha ricordato polemicamente tutte le volte che Helmut Kohl aveva assicurato che la riunificazione non sarebbe costata niente. Ieri, infine, la cancelliera si è tolta un sassolino dalla scarpa. Si litiga sull’Europa, insomma, correndo il rischio di incoraggiare i suoi nemici più radicali. Oppure si cerca di invadere il loro terreno. I conti finali li faranno gli elettori.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Non è stata una valanga di adesioni, ma c’è tempo fino a domani per consegnare le azioni Creval ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Un altro passo avanti su Open Fiber, la rete oggi controllata alla pari 50% da Cdp e Enel, per accel...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il «passaggio di luglio» con la fine del blocco dei licenziamenti per le imprese dotate di ammorti...

Oggi sulla stampa