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Non ci sono soldi per i legali

Avvocati pregati di rinviare l’emissione delle fatture per spese di giustizia al 2018. Per quest’anno, infatti, i fondi per il rimborso sono già finiti. Anzi, in realtà i soldi stanziati non coprono neanche tutte le richieste arrivate fino a oggi in tribunale. Per cui, tanto vale aspettare la prossima tornata oppure fare richiesta per compensare i crediti vantati con i debiti fiscali. È il contenuto della comunicazione inviata dal tribunale di Milano (ufficio del funzionario delegato per le spese di giustizia del tribunale e dei giudici di pace di Milano e Rho) all’Ordine degli avvocati di Milano, sullo stato dei pagamenti delle spese di giustizia del 2017.

In pratica, gli avvocati vengono informati del fatto che le fatture per spese di giustizia che dovessero essere ancora emesse nel 2017 non potranno essere pagate con i fondi in conto competenze. Lo stanziamento non è stato neanche sufficiente, infatti, a coprire le richieste di rimborso finora arrivate al tribunale. Per una parte di queste fatture non ancora pagate, il tribunale afferma che dovrà essere richiesto uno stanziamento in conto residui. Ma non basta. La comunicazione del tribunale continua specificando che numerose fatture emesse nel 2016 che sarebbero dovute essere pagate con stanziamento in conto residui sono rimaste insolute a causa dell’insufficienza dello stanziamento effettuato. Di conseguenza, il tribunale chiede al Consiglio dell’ordine di invitare gli avvocati «a valutare la convenienza di rinviare l’emissione delle fatture al 2018». In ogni caso, resta la possibilità per gli avvocati creditori di sfruttare la prossima finestra temporale per avanzare richiesta di compensazione dei debiti fiscali con i crediti per spese, diritti e onorari del patrocinio a spese dello stato, che si terrà dal 1° marzo al 30 aprile 2018, ai sensi del decreto del ministero dell’economia e delle finanze del 15 luglio 2016. Una comunicazione, quella del tribunale di Milano, che sa di beffa per una categoria che è sempre di più sull’orlo del baratro, con oltre 140 mila avvocati sulla soglia della povertà. Secondo gli ultimi numeri di Cassa forense, 20 mila legali, nel 2016, non hanno neanche inviato il modello dichiarativo alla Cassa, altri 20 mila hanno reddito pari a zero o addirittura inferiore, in 60 mila non superano i 10.300 euro l’anno e i restanti 40 mila e rotti arrivano al massimo a 20 mila euro l’anno di reddito. Di contro, il numero degli avvocati continua a crescere con gli iscritti all’albo che, nel 2016, sono arrivati a quota 241.712, vale a dire quattro avvocati ogni mille abitanti.

Gabriele Ventura

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