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“Non c’è altra finanza tossica in portafoglio”

Il mercato apprezza l’operazione pulizia del Monte dei Paschi, che cerca di liberarsi del passato turbofinanziario e tornare al business di banca commerciale. L’azione, l’indomani delle ristrutturazioni dei tre derivati Santorini, Alexandria e Nota Italia (costate 730 milioni) e la conference call illustrativa, torna a sfiorare 0,24 euro, con un rialzo del 4,08%. «E’ stato un cda importante perchè conclude una fase piuttosto delicata che ha caratterizzato gli ultimi mesi — ha detto l’ad Fabrizio Viola — . Quanto fatto dà chiarezza e trasparenza ai conti dell’area finanza che aveva dei profili di criticità e ora ci consentirà di lavorare con più serenità». Il manager ha aggiunto: «In una banca commerciale come Mps la finanza ha un peso residuale e funzionale. Ora la finanza la gestiremo con la trasparenza necessaria alla banca e al mercato. Il cda ha chiuso la verifica del portafoglio finanziario e non ci sono altri prodotti come Santorini». Le svalutazioni, che potrebbero impattare per meno di 730 milioni in caso di benefici fiscali che solo con il bilancio 2012 saranno esplorabili. In compenso il gruppo si sgrava da un fardello di costi passati spalmati su un orizzonte trentennale per non far figurare le perdite della gestione di Mussari e Vigni. «Grazie alla correzione degli errori — ha detto Viola — ci sono componenti positive di reddito, per minori oneri finanziari, per 25 milioni di euro dal 2013 in poi». Fatalmente, però, l’incremento di 500 milioni (correlato allo smontaggio dei derivati) del “Monti-bond” da 3,9 miliardi in arrivo entro febbraio allungherà di un anno, dal 2015 al 2016, il termine ultimo per il rimborso del prestito. Il manager ex Bpm e Bper ha anche parlato del futuro strategico, smentendo la suggestione, contenuta in un report di Mediobanca, di una integrazione con Bnl (gruppo Bnp Paribas). «Non mi distraggo con articoli di matrimoni o altre cose, sarebbe negativo distrarsi. Mps è la terza banca del Paese e vuole rafforzare nel tempo la sua missione commerciale». A riguardo, il management ha smentito che una fuga dai depositi del gruppo sia in atto. A parte l’effetto negativo per la raccolta di Mps avuto il primo giorno dello scoppio dello scandalo sull’operazione Alexandria (22 gennaio, ndr) «non c’è una fuga di depositi», ha detto Viola, che si aspetta ora «un graduale ritorno alla normalizzazione e la banca ci tornerà a breve».

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