Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Nomine, il ribaltone di Draghi Scannapieco alla guida di Cdp

Il vicepresidente della Bei Dario Scannapieco sarà il nuovo amministratore delegato della Cassa depositi e prestiti, l’ex ad di Terna sarà il capo di Ferrovie dello Stato, in un vertice tutto nuovo con la presidente Nicoletta Giadrossi.
Il doppio giro di nomine deciso ieri tra Palazzo Chigi e il Tesoro ricalca in pieno l’ormai celebre “metodo Draghi”, che dossier dopo dossier si fa largo tra le istituzioni politiche ed economiche italiane. Sia per i vertici di Cdp sia per quelli di Fs prevarrà una discontinuità quasi totale, frutto di una scelta che il premier ha maturato con un pugno di collaboratori. E ha pescato, tra i candidati selezionati dai “cacciatori di teste” di Key2People, profili ad alto tasso di competenza, messa a frutto in numerose esperienze di mercato e istituzionali; ma anche qualche conoscenza personale di provata stima e fiducia.
La “continuità” è stata battuta dalla volontà di mettere le persone che Draghi ritiene giuste in due avamposti tra i più strategici dell’economia a trazione pubblica: sia per quanto già fanno nelle loro ordinarie, sia per il ruolo che rivestiranno nel Piano nazionale di ripresa e resilienza da 221 miliardi, di cui è stabilito che saranno due perni. Come già accaduto per le nomine del generale Figliuolo e della responsabile dei servizi segreti Elisabetta Belloni, il governo opera nomine di rottura rispetto a quelle volute dalle maggioranze degli ultimi tre anni, dove i Cinquestelle erano ago della bilancia.
Né appare un caso che ieri le chat interne dei papaveri M5S fossero inondate di messaggi dove si chiedevano processi, più o meno sommari e politici, a Vito Crimi e ad Antonio Conte per non aver saputo difendere quel che era stato tracciato nel 2018 sulle massime poltrone di Cdp e di Ferrovie.
Adesso Scannapieco, vice presidente della Bei (Banca europea degli investimenti) e presidente del Fei (il Fondo europeo per gli investimen-ti), si appresta a raccogliere le deleghe dell’istituto guidato da Fabrizio Palermo, lo stesso manager che gli fu preferito tre anni fa nella corsa finale alla stessa poltrona, anche grazie alla spinta dei M5S. Una scelta, si racconta dietro le quinte, incerta fino all’ultimo, anche per i dossier mandati a segno da Palermo in questi tre anni di intenso lavoro (da Nexi- Sia a Borsa italiana, da Open Fiber ad Aspi, gli ultimi due da completare). Classe 1967, Scannapieco si è laureato alla Luiss di Roma, poi ha preso un master a Harvard ed è stato uno dei Draghi boys nell’era delle privatizzazioni entrando al Tesoro nel 1997. Dal 2007 è alla Bei, dove si è occupato più di finanziare le aziende che di investire sul capitale delle stesse, ma ora in Cdp dovrà fare una sintesi delle nuove e delle passate esperienze professionali.
Oltre a Scannapieco il Tesoro, socio all’84% di Cdp, ha inserito Lucrezia Reichlin nella lista del cda. L’economista della London Business School potrebbe subentrare a Luigi Paganetto come vicepresidente. Concluderanno la prima lista, presentata oggi in tempo per l’assemblea Cdp, le consigliere Fabrizia Lapecorella e Fabiana Massa, confermate. Gli altri tre nomi spettanti alle Fondazioni bancarie (16% delle azioni Cdp), sono Giovanni Gorno Tempini presidente e i consiglieri Matteo Melley e Alessandra Ruzzu, tutti confermati. Quanto ai consiglieri di nomina politica, il Pd avrebbe confermato Carlo Cerami e i M5S Francesco Floro Flores, mentre la Lega avrebbe indicato Samuele Pasi, direttore finanziario dell’Ilva.
Il timone delle Ferrovie passa invece in mano a Luigi Ferraris, ex numero uno di Terna e prima ai vertici di Poste, Enel e Finmeccanica. Mentre Ferraris dal 1998 ha fatto il dirigente in quasi tutte le partecipate pubbliche, la presidente Giadrossi ha sempre lavorato nel privato, tranne una triennio nel cda di Fincantieri. Laurea a Yale, master ad Harvard, la manager si è fatta le ossa nella consulenza da Bcg a Bain, per poi lavorare per colossi come General Electric, e sedere nei cda di prestigiose aziende italiane come Brembo ed estere tra cui Bureau Veritas. Toccherà a Giadrossi fare da raccordo tra azienda e istituzioni e a Ferraris investire oltre 30 miliardi per ammodernare la rete e portare l’alta velocità anche al sud, con l’avvio dei cantieri della Salerno-Reggio Calabria. In una nota serale, il Tesoro ha presentato i due nomi di vertice, insieme agli altri cinque amministratori: Pietro Bracco, Stefano Cuzzilla, Alessandra Bucci, Silvia Candiani, Riccardo Barbieri Hermitte. Il ministero dell’economia, socio unico del gruppo Fs, ha espresso «un sentito ringraziamento al presidente, Gianluigi Vittorio Castelli, all’amministratore delegato, Gianfranco Battisti, e ai consiglieri uscenti per il prezioso lavoro svolto e gli importanti risultati ottenuti». Castelli fu indicato dalla Lega, Battisti dai M5S.
Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Tocca ad Alfredo Altavilla, manager di lungo corso ed ex braccio destro di Sergio Marchionne in Fca...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

I mercati incassano senza troppi scossoni la decisione della Fed di anticipare la stretta monetaria...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

È sempre più probabile che non ci sarà alcun nuovo blocco - anche parziale - dei licenziamenti n...

Oggi sulla stampa