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Nomine, regge l’intesa M5S-Pd La carica dei nuovi presidenti

MILANO — La protesta di Alessandro Di Battista, più una trentina di esponenti M5S, non ha lasciato tracce nelle grandi scelte fatte sulle liste per rinnovare i cda delle partecipate del Tesoro. Che restano, malgrado gli attacchi dell’opposizione e della frangia M5S, una spartizione tra Pd e i pentastellati al governo. Con il placet di Matteo Renzi, leader Iv che ieri ha detto di sentirsi «vincitore morale», poiché vari manager confermati li scelse nel 2014.
Nell’ultimo giorno di negoziati non sono cambiati i 14 nomi filtrati alla vigilia: compreso Claudio Descalzi, ad dell’Eni criticato da una parte dei M5S per il processo sull’accusa di corruzione in Nigeria e indagato sui conflitti d’interesse per appalti da 300 milioni dell’Eni in Congo a società riconducibili alla ex moglie. Le ultime ore di un negoziato di tre mesi, e duro fino agli sgoccioli, non hanno cambiato la sostanza sui nomi di vertice di sette aziende tra le maggiori partecipate del Tesoro. L’elenco dei 14 esponenti che saranno presidenti o capi operativi di Enel, Eni, Leonardo, Poste Italiane, Terna, Mps, Enav rimane un duetto spartitorio tra il Pd e grillini 5, le due forze principali della maggioranza.
I contatti finali tra la politica, il Tesoro e le società coinvolte sono serviti soprattutto a definire le composizioni dei nuovi cda, al voto degli azionisti nelle assemblee delle prossime settimane e che l’azionista Tesoro era chiamato a depositare entro la mezzanotte di ieri.
Per Enel dunque c’è la conferma di Francesco Starace come ad per un terzo mandato (fu nominato da Renzi nel 2014), con alla presidenza l’arrivo dell’avvocato Michele Crisostomo (di nomina M5S). Per l’Eni terzo mandato per Claudio Descalzi (prima nomina governo Pd Renzi, 2014) e alla presidenza la docente di diritto commerciale ex consigliere di Tim e nel cda del Fatto Quotidiano Lucia Calvosa (scelta dai M5s). Al colosso della difesa Leonardo secondo mandato da ad per Alessandro Profumo (nominato dal governo Pd Gentiloni nel 2017) e come nuovo presidente il direttore dell’Aise Luciano Carta (gradito a M5s). Totale continuità alle Poste, dove Matteo Del Fante resta capoazienda (prima nomina nel 2017 dal governo Pd di Gentiloni: ma tre anni prima il governo Renzi lo aveva messo a capo di Terna), al fianco di Maria Bianca Farina confermata presidente (prima nomina governo Pd Gentiloni 2017).
Per la rete dell’alta tensione di Terna, anche se il passaggio va ratificato dalla Cdp con un comitato nomine in agenda oggi, e un cda giovedì, nuovo ad sarà il capo dell’Acea romana Stefano Donnarumma (di nomina M5S), nuova presidente Valentina Bosetti, docente della Bocconi scelta dal centrosinistra. Al Monte dei Paschi nazionalizzato nel 2017 arriva, voluto dai pentastellati, l’ex banchiere di Capitalia e poi di Carige Guido Bastianini, affiancato alla presidenza da Patrizia Grieco, che lascerà l’Enel dove l’aveva nominata il Pd sei anni fa. Per Enav vertice tutto nuovo: ad sarà Paolo Simioni, dall’Atac, di nomina M5S, mentre presidente sarà Francesca Isgrò, di nomina Pd. Virginia Raggi, ha definito i “suoi” manager «due fuoriclasse: Donnarumma in Acea ha fatto fare un salto avanti all’azienda, Simioni ha salvato Atac dal fallimento».
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