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Nomine, Nava in pole per la Consob

Mario Nava, classe 1966, responsabile per istituzioni finanziarie della Commissione europea e già consigliere di Romano Prodi negli anni trascorsi a Bruxelles come presidente della Commissione (1999-2004) e nello staff di Mario Monti negli anni in cui era commissario Ue per il mercato interno (1999-2004). Ieri sera era lui il candidato favorito alla presidenza della Consob. Un nome, quello di Nava, che al termine del “sondaggio” effettuato da Palazzo Chigi presso le forze politiche ha ricevuto il sostanziale benestare del Pd e del suo segretario Matteo Renzi, dei centristi di Ap e anche di Forza Italia (per Silvio Berlusconi del dossier se ne sta occupando in queste ore Gianni Letta). E un’intesa bipartisan favorirebbe il passaggio parlamentare che seguirà la nomina, dal momento che nel caso della Consob la scelta del governo deve ricevere il benestare del Parlamento (il parere tuttavia non è vincolante) tramite le commissioni competenti. Nessuna prova di larghe intese per la prossima legislatura, come pure è stato scritto, ma semplice galateo istituzionale per importanti nomine da effettuare in finale di legislatura.
D’altra parte lo stesso Capo dello Stato aveva fatto informalmente sapere che non sarebbe stata gradita una nomina troppo caratterizzata politicamente: da qui, anche, l’esclusione dalla rosa dei papabili di membri del governo o del Parlamento.
Il Cdm dovrebbe ratificare la scelta già stasera (i ministri sono stati allertati per le 17.00) o al più tardi domani mattina. Ma, come sempre accade in casi di nomine importanti, fino all’ultimo la porta viene lasciata aperta ad altre possibilità: in corsa per la presidenza dell’autorità che vigila sul sistema bancario e finanziario ci sono anche Carmine Di Noia, già in Consob come consigliere, e l’economista Marcello Messori. Negli ultimi giorni si è fatto anche il nome di Marco Buti, classe 1957, anche lui come Nava funzionario di alto livello a Bruxelles: è il direttore generale per gli Affari economici e finanziari della Commissione. Buti è tra l’altro molto vicino a Renzi, anche dal punto di vista geografico (è nato a Molino del Piano, frazione di Pontassieve): tuttavia lui stesso ha fatto informalmente sapere nei giorni scorsi di non essere interessato all’ipotesi di un nuovo incarico. Il Cdm di stasera dovrà procedere anche alla nomina di un commissario Consob, e per questa casella la scelta sembra essere ricaduta su Pierluigi Ciocca, già vicedirettore generale di Bankitalia dal 1996 al 2001.
Ma non solo di Consob si occuperà il governo nella sua ultima riunione prima dello scioglimento delle Camere: c’è da nominare anche il presidente della Corte dei conti, e la scelta di Paolo Gentiloni sarà effettuata all’interno della rosa di nomi fornitagli dai giudici contabili: Alberto Avoli, Adolfo Teobaldo De Girolamo, Angelo Buscema. Sono infine attese le nomine ai vertici dell’Arma dei Carabinieri e del Capo di Stato maggiore dell’Esercito (per l’Arma sono cinque gli ufficiali in corsa: Vincenzo Coppola, Riccardo Amato, Ilio Ciceri, Giovanni Nistri, Luigi Robusto).
Nei prossimi giorni restano poi da definire le questioni rimaste ancora aperte dell’autorità per l’Energia e delle Ferrovie dello Stato. Per l’Energia, saltato l’emendamento alla legge di bilancio che doveva prorogare gli attuali vertici per sei mesi, avanza l’ipotesi di introdurre la proroga con decreto legge in un Cdm da tenersi a gennaio: in questa sede il collegio potrebbe anche essere allargato da 3 a 5 membri in modo da aggiungere la competenza sui rifiuti. Quanto alle Ferrovie, la linea di Palazzo Chigi è quella delle riconferma del consiglio di amministrazione e dell’amministratore delegato Renato Mazzoncini.

Emilia Patta

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