Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Nomine di merito

Si apre la partita di maggio delle nomine nelle società pubbliche: in tutto, gli incarichi da assegnare sono 91 nelle partecipate in via diretta dal ministero dell’Economia e 427 nelle partecipate «indirette», tra amministratori e sindaci (dati Centro Studi CoMar). Tre le società in pole position: Rai, Cassa depositi e prestiti e Ferrovie dello Stato.

Il lavorio sotterraneo della politica è quello di sempre, ma l’impressione che il premier Mario Draghi possa usare lo stesso metodo con cui ha trattato il caso vaccini, avvicendando a sorpresa il commissario Domenico Arcuri con il generale Figliuolo, è forte. Così, per una volta, il totonomine riguarda gli equilibri interni ai cda più che le posizioni di vertice, dove il criterio del merito sembra tornato la stella polare.

Prendiamo il cda della Rai, il pressing dei partiti è tale che Draghi ha fatto sapere che, tra Recovery plan e vaccini, l’avvicendamento ai vertici della tv pubblica è l’ultimo dei suoi pensieri. Tuttavia, secondo indiscrezioni, proprio oggi i cacciatori di teste di Egon Zehnder, incaricati di vagliare i curricula per gli incarichi di amministratore delegato e presidente, dovrebbero già consegnare una short list di tre nomi per ciascun profilo. Del resto non si può certo fermare una procedura che ha già prodotto la presentazione di più di 300 candidature per i quattro posti in cda su cui il Parlamento deve esercitare la propria scelta. E i due percorsi non sono disgiunti: se il premier sceglierà, su proposta del Tesoro, l’ad, sulla figura del presidente dovrà misurarsi con gli equilibri politici, perché per la nomina serve la ratifica di 27 membri su 40 della commissione di Vigilanza Rai.

Test Rai

Che la battaglia della Rai sia iniziata, lo prova la presenza tra le candidature inviate al Parlamento di nomi che sembravano essere destinati alla short list del premier: Simona Agnes e Paola Severini. La partita principale è tutta interna al centrodestra: Lega e Fratelli d’Italia si aspettano di occupare una poltrona a testa. FdI, quella del presidente in funzione di garanzia. Ma Forza Italia non vorrebbe restare di nuovo fuori dal cda: la presentazione della candidatura di Agnes al Parlamento potrebbe avere lo scopo di puntare alla presidenza o, in subordine, se FdI spuntasse quella posizione, comunque a un posto in cda. Con tre posti assegnati al centrodestra, compresa la presidenza, la scelta dell’ad dovrebbe prevedere almeno il gradimento di Pd e M5S. A meno di non prevedere compensazioni in un secondo momento, quando si aprirà il rinnovo dei direttori di rete e di testata,dove la direzione più contesa è quella del Tg1, oggi appannaggio del M5S.

Il caso della Cassa

Intanto è slittata di una settimana, al 20 maggio, la prima convocazione dell’assemblea di Cdp per l’approvazione del bilancio, con seconda chiamata il 27. Il duello tra l’attuale ad Fabrizio Palermo e il candidato del Mef, Dario Scannapieco, è sempre attuale. Così come l’indiscrezione che a spuntarla potrebbe alla fine essere un «grande vecchio». Il ritorno dei settantenni sembra prendere piede, dopo la nomina di Franco Bernabè alla presidenza dell’ex Ilva. Ma anche tra le candidature Rai non c’è chi non veda clamorosi rientri in scena: da Giovanni Minoli a Mauro Masi. Tornando a Cdp, Palermo può vantare la realizzazione di operazioni-monstre, come WeBuild, Nexi e la super Borsa europea con Euronext. Ma il manager, nominato nel 2018 ai tempi del governo gialloverde, soffre della melina operata da Atlantia sulla vicenda Aspi e il recente cambio di passo su Tim/OpenFiber.

Come quello che ha riportato alla ribalta la permanenza di Alessandro Profumo ai vertici di Leonardo, dove è stato riconfermato appena l’anno scorso. La questione è quella della condanna in primo grado per aggiotaggio per la vicenda Mps nonostante la richiesta di assoluzione presentata dai pm e che, va precisato, non ha prodotto effetti sul nullaosta di sicurezza, cioè l’abilitazione a trattare informazioni riservate dello Stato che consente di firmare contratti internazionali. Fino a quando il fondo speculativo Bluebell, il 28 aprile scorso, ha proposto di mettere ai voti dell’assemblea (seconda convocazione il 19 maggio) un’azione di responsabilità nei confronti di Profumo in relazione alla condanna. Il governo una posizione ce l’ha: ha già difeso Profumo rispetto a un’analoga azione in Mps. Se i fondi internazionali appoggiassero la proposta in Leonardo, il Mef potrebbe sempre far valere il proprio voto contrario ma resterebbe un vulnus. La questione ha il suo peso nel Risiko delle poltrone di maggio, visto che spesso si è parlato di un possibile passaggio di Palermo in Leonardo. Lo slittamento dell’assemblea di Cdp al 27 maggio avvalora questo intreccio.

Ferrovie ed enti pubblici

Su Ferrovie a fare la differenza potrebbe essere la forte esigenza di rapidità di «messa a terra» degli investimenti del Piano di ripresa e resilienza che stanno in capo all’azienda. L’ad Gianfranco Battisti, sulla cui riconferma ha steso qualche ombra un’indagine su alcuni grossi contratti assicurativi, riportata dal Financial Times, ha in mano le chiavi della macchina già accesa. Sarà difficile trovare qualcuno che lo possa sostituire in corsa. A meno di non riavvolgere il nastro e ripescare una vecchia conoscenza: Renato Mazzoncini, dal 2020 ad di A2A, ma che potrebbe aver voglia di tornare alla guida del colosso ferroviario che ha retto dal 2015 fino al 2018, quando fu rimosso dall’allora ministro Danilo Toninelli.

Esiste poi un altro dossier che pure prevede entro agosto l’assegnazione di 56 «poltrone» in 28 enti pubblici. Dopo aver assegnato la guida del Cnr a Maria Chiara Carrozza (prima donna in quell’incarico) e aver riconfermato Angelo Sticchi Damiani all’Aci, c’è da nominare un commissario Consob e un consigliere dell’Autorità per la Concorrenza. E ancora i presidenti di Enac, Ispra e Ismea.

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«Nel governo stiamo ancora ragionando.Ci sono Paesi, come quelli del nord Europa, che hanno fissat...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

L’ennesima ripartenza per “l’araba fenice” d’acciaio. Probabilmente l’ultima, l’ultim...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Sulla prescrizione, tra Cartabia e Bonafede, un accordo si sta profilando come possibile. Può regg...

Oggi sulla stampa