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Nomina a rischio senza l’attestato

Se l’amministratore non rispetta l’obbligo di formazione la delibera di nomina è a rischio. Lo afferma il sottosegretario alla Giustizia Cosimo Ferri, che ha seguito il decreto sulla formazione obbligatoria degli amministratori condominiali e i correttivi alla riforma e che risponde ai quesiti emersi dalle associazioni professionali.
Sottosegretario Ferri, il responsabile scientifico dei corsi potrebbe anche svolgere il ruolo di formatore?
Ritengo di no. Infatti il decreto disciplina le due figure prevedendo distinti requisiti, in tal modo mirando a tenere separati i due ruoli allo scopo di evitare conflitti di interesse e di realizzare il controllo interno e la vigilanza del responsabile scientifico sul formatore.
Il direttore di un ente accreditato alla formazione può rientrare tra le definizioni di “responsabile scientifico”, non essendo attualmente contemplato dalle Regioni che attualmente gestiscono la formazione?
Certo, purché possegga i requisiti stabiliti dal decreto 140/2014 .
Cosa si intende, relativamente alla figura del responsabile dei corsi, con l’espressione «professionista dell’area tecnica»?
Si intende far riferimento essenzialmente a ingegneri, architetti, geometri, periti industriali e agrari.
Come deve fare il formatore “anziano”(in base al Dm 140/2014, articolo 3, comma 1, lettera e) per dimostrare di aver svolto la sua attività per almeno sei anni prima dell’entrata in vigore del Dm 140/2014? 
Dovrà produrre una qualunque prova documentale idonea a dimostrare o a contribuire a dimostrare anche in via indiziaria e induttiva lo svolgimento di una simile attività. Ad esempio, potrà fornire le locandine e i programmi dei corsi nei quali appaiano data e durata dei corsi e il suo nominativo come docente, nonché copia dei pagamenti a suo favore per le attività esercitate.
Il controllo dei requisiti formali dei responsabili scientifici (operato dai responsabili organizzativi dei corsi) e dei formatori (operato dal responsabile scientifico) può avvenire solo con un riscontro documentale o i documenti possono essere sostituiti da un’autocertificazione?
Ritengo che l’autocertificazione non sarebbe sufficiente. L’istituto dell’autocertificazione è previsto solo per i rapporti tra cittadino e pubblica amministrazione anche perché solo quest’ultima è in grado di controllarne la veridicità. Nei rapporti tra privati, mancando una norma che consenta di ricorrere a tale istituto, credo sia indispensabile la produzione di appo siti certificati rilasciati dalla pubblica amministrazione.
Nei corsi di formazione periodica devono svolgersi lezioni sia pratiche, sia teoriche come per i corsi di formazione iniziale?
Occorre premettere che il regolamento prevede tra le materie della formazione periodica la risoluzione di casi teorico-pratici e, dunque, in linea con la finalità di realizzare un percorso formativo completo, se ne deduce che i corsi potrebbero essere sia di taglio teorico sia pratico. La normativa condominiale, essendo improntata a disciplinare i rapporti di vicinato, i diritti dei singoli e le connessioni tra questi e la cosa comune, deve integrarsi con l’analisi di casi pratici e la fitta casistica giurisprudenziale formatasi sul tema.
Nei corsi di formazione periodica devono essere trattati tutti i temi indicati per la formazione iniziale o solo quelli per i quali, a giudizio dei responsabili scientifici, sono intervenute novità?
Il punto di partenza credo debba essere quello di garantire che all’interno del condominio vi sia una figura preparata e aggiornata: questo l’obiettivo della normativa. Per tale ragione risulta indispensabile trattare, all’interno dei percorsi formativi, tanto i temi espressamente indicati dalla normativa quanto le novità nel mentre sopravvenute.
Si possono dividere organizzativamente i corsi in più “pacchetti” orari distanziati tra loro nel corso dell’anno?
Non essendovi alcuno specifico divieto sul punto, ritengo che, purché venga raggiunto il monte ore di 72 ore per la formazione iniziale e di 15 per quella periodica, siano possibili più sessioni all’interno del medesimo anno. Certo, un eccessivo frazionamento andrebbe a discapito dell’efficacia del corso e della preparazione di chi lo frequenta.
L’esame finale di un corso telematico deve svolgersi alla presenza fisica del candidato? 
La presenza fisica del candidato all’esame finale è richiesta dall’articolo 5, comma 5 , del regolamento.
A fine corso (sia iniziale che periodico) l’esame finale deve essere scritto od orale?
Il regolamento non prevede la modalità di svolgimento dell’esame. Tuttavia deve trattarsi di un esame idoneo a verificare adeguatamente la preparazione raggiunta. Di conseguenza, considerato il tipo di materie oggetto del corso, potrebbe rendersi necessario un esame sia teorico che pratico.
Se non viene fornita la prova dell’attestato di frequenza e superamento dei corsi, la delibera che proceda ugualmente alla nomina dell’amministratore è nulla o annullabile?
Trattandosi di deliberazione contraria alla legge, sarebbe impugnabile con l’azione di annullamento in base all’articolo 1137 del Codice civile da parte di ogni condomino assente, dissenziente o astenuto. L’azione di annullamento andrebbe esperita dinnanzi all’autorità giudiziaria e non sospenderebbe l’esecuzione della delibera a meno che tale sospensione non fosse disposta dall’autorità giudiziaria.
Sul punto è altresì vero che una parte della giurisprudenza si esprime nel senso della nullità della delibera assembleare qualora la stessa risulti carente degli elementi essenziali: ragion per cui, al di là del disposto normativo sopra citato, qualora, in un caso specifico, si ravvisasse nel mancato superamento del corso di formazione una ipotesi di carenza degli elementi essenziali, ne potrebbe derivare la sanzione della nullità. Appare evidente comunque che, al di là dei casi specifici, occorrerà far riferimento all’articolo 1137 del Codice civile per verificare se questa sia la norma applicabile al singolo caso.
Cosa accade per le nomine avvenute tra il 18 giugno 2013 (giorno di entrata in vigore della legge 220/2012), il 23 dicembre 2013 (entrata in vigore del Dl 145/2013) e il 9 ottobre 2014 (entrata in vigore del Dm 140/2014)? 
Sappiamo che l’obbligo della formazione è stato introdotto dalla legge 220/2012 e con il Dm 140/2014 sono stati, successivamente, specificati i contenuti e le modalità dei corsi di formazione. Ritengo quindi che possa sostenersi che, nel periodo tra l’entrata in vigore della legge 220/12 e l’emanazione del Dm, mancando i presupposti normativi in virtù dei quali poter adempiere al predetto obbligo, si presume che l’adempimento non potesse essere esigibile.
Relativamente al 2014, il periodo annuale della formazione periodica va computato a partire dal 9 ottobre 2014 (entrata in vigore del Dm 140/2014) a prescindere dall’anno solare (1° gennaio-31 dicembre)?
Il periodo annuale della formazione periodica va computato a decorrere dal 9 ottobre 2014, data di entrata in vigore del Dm.

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