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Noleggio mezzi, mix di regole e criteri per la localizzazione

Territorialità Iva densa di variabili su locazioni e noleggi di mezzi di trasporto: per individuare il luogo di queste prestazioni sono previste regole diversificate, che prendono in considerazione, a seconda dei casi, praticamente tutti i criteri possibili: la durata del contratto, la residenza del prestatore, quella del committente, lo status del committente, il luogo di consegna dei veicolo, quello della sua utilizzazione. E dal 1° gennaio 2013 scatteranno nuove modifiche che renderanno ancora più composito il quadro, con l’introduzione, tra l’altro, di regole ad hoc per le imbarcazioni da diporto. Ecco una panoramica dell’articolata disciplina, muovendo dalla fondamentale distinzione tra noleggio «a breve termine» e noleggio «non a breve termine».

Noleggio «a breve termine»: stesse regole per tutti. Con la riforma del 2010, è stato introdotto un criterio speciale oggettivo per la localizzazione delle prestazioni di servizi di locazione, anche finanziaria, noleggio e simili, a breve termine, di mezzi di trasporto. In deroga alla regola generale dell’art. 7-ter del dpr 633/72, infatti, dette prestazioni, in base all’art. 7-quater, lett. d), si considerano effettuate in Italia se il mezzo di trasporto è effettivamente messo a disposizione del destinatario nel territorio dello stato, a meno che l’utilizzazione avvenga al di fuori della comunità; si considerano inoltre effettuate nel territorio dello stato quando il mezzo di trasporto è consegnato fuori della comunità, ma è utilizzato nel territorio dello stato.

L’espressione «a breve termine», come precisa l’art. 7, lett. g), sta a indicare il possesso o l’uso ininterrotto del mezzo per un periodo massimo di 30 giorni, elevato a 90 per i natanti.

Le prestazioni in esame, dunque, indipendentemente dal luogo in cui sono stabiliti i contraenti, si considerano effettuate in Italia nei seguenti casi: a) il mezzo di trasporto è messo a disposizione in Italia ed è utilizzato nell’Ue (Italia o altro paese membro); b) il mezzo di trasporto è messo a disposizione fuori dell’Ue, ma è utilizzato in Italia.

Si sottolinea il carattere oggettivo del criterio in esame, che trova infatti applicazione sia nei rapporti fra imprese (business to business, o B2B) sia nei rapporti con privati (business to consumer, o B2C).

L’art. 40 del regolamento n. 282/2011 del 15 marzo 2011 precisa che il luogo in cui il mezzo di trasporto è effettivamente messo a disposizione del destinatario è quello in cui questi o un terzo che agisce per suo conto ne prende fisicamente possesso.

La nozione di «mezzi di trasporto». L’art. 38, par. 1 del regolamento n. 282/2011 chiarisce che, ai fini delle disposizioni sul luogo delle prestazioni, la nozione di mezzo di trasporto comprende i veicoli, motorizzati o no, e altri dispositivi e attrezzature concepiti per il trasporto di persone od oggetti da un luogo all’altro, che possono essere tirati, trainati o spinti da veicoli e che sono generalmente concepiti ed effettivamente idonei ad essere utilizzati per il trasporto. Ai sensi del par. 2, si considerano mezzi di trasporto, in particolare: a) veicoli terrestri, quali automobili, motociclette, biciclette, tricicli e roulotte, a meno che siano fissate al suolo; b) rimorchi e semirimorchi; c) vagoni ferroviari; d) navi; e) aeromobili; f) veicoli concepiti specialmente per il trasporto di persone malate o ferite; g) trattori e altri veicoli agricoli; h) veicoli a propulsione meccanica o elettronica per il trasporto di disabili.

Il par. 3, infine, esclude dalla nozione di mezzi di trasporto i veicoli immobilizzati in modo permanente e i container.

Si deve notare che né la definizione, né l’elencazione (esemplificativa) richiedono la caratteristica della circolazione del mezzo su strada, sicché sembra di poter ricondurre nella classificazione in esame, come peraltro sostenuto dal comitato Iva nel corso della 86ª e 87ª riunione, anche i carrelli elevatori, normalmente impiegati dalle imprese per lo spostamento delle merci all’interno di aree scoperte o coperte non aperte alla circolazione. Richiamando proprio questo parere del comitato, nella risoluzione n. 187 del 20 luglio 2009 l’Agenzia delle entrate ha affermato che «vanno ricompresi tra i mezzi di trasporto tutti i mezzi suscettibili di essere utilizzati per la movimentazione di persone o cose, anche se non usati principalmente ed effettivamente in quanto tali», comprese le piattaforme aeree autocarrate, qualificabili quali attrezzature destinate al sollevamento e allo spostamento aereo di merci.

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