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Nokia in rosso nel 2011 e Nec vara 10mila tagli

di Stefano Carrer

La travolgente avanzata sul mercato dei telefonini dell'americana Apple e della sudcoreana Samsung continua a creare difficoltà ai concorrenti europei e giapponesi, che perdono quote di mercato e redditività e sono costretti a tagliare posti di lavoro.
Nokia ha annunciato ieri di avere chiuso il 2011 con una perdita di 1,07 miliardi di euro contro i profitti di 2 miliardi dell'anno precedente: se i risultati operativi del quarto trimestre – leggermente superiori alle attese – hanno spinto ieri il titolo del 2,7%, resta in salita la strada per il gruppo finlandese, il cui presidente – e per lungo tempo leader – Jorma Ollila si ritirerà a maggio per lasciare il posto al 45enne Risto Siilasmaa (già fondatore della società di software di sicurezza F-Secure).
Se Nokia l'anno scorso ha annunciato un piano per 27mila tagli entro il 2013, dal Giappone è arrivata ieri la notizia che Nec eliminerà 10mila posti di lavoro (pari a quasi un decimo del totale), dopo che il successo dell'iPhone sul suo mercato domestico e le difficoltà a espandersi all'estero fanno pronosticare un rosso da 100 miliardi di yen (circa un miliardo di euro) nell'esercizio che si concluderà a fine marzo.
Le riduzioni di personale – 5mila esuberi e il mancato rinnovo di altrettanti contratti a termine – saranno concentrate proprio nell'area della telefonia mobile e per il 70% in Giappone. Nec non pagherà il dividendo di fine anno e contabilizzerà in perdita 40 miliardi di yen per la ristrutturazione, che si aggiunge a quella varata nel 2009 con oltre 20mila tagli.
Il direttore generale Nobuhiro Endo ha citato anche «l'aumento delle preoccupazioni macroeconomiche sull'Europa e sui mercati emergenti» a giustificazioen della decisione di «investire risorse limitate in un minor numero di segmenti di business». Le difficoltà dell'industria elettronica giapponese sono stati evidenziati anche dal colosso dei videogiochi Nintendo, che nei primi nove mesi dell'esercizio è piombata in rosso per 48,35 miliardi di yen, in parte a causa del superyen.
Nei giorni scorsi, a fronte dei risultati record di Apple e Samsung, nel mondo della telefonia mobile è spiccato il cambio della guardia al vertice di Rim (casa madre del BlackBerry), con l'ascesa di un nuovo capo, Thorsten Heins, al posto dei co-ceo Mike Lazaridis e Jim Balsillie, finiti sotto il tiro degli investitori per il crollo del titolo e delle quote di mercato.
Per quanto riguarda Nokia, gli analisti si sono divisi tra ottimisti e relativamente pessimisti. Per alcuni, la forte posizione di cassa, gli utili trimestrali "core" per azione di 0,06 euro, la proposta di un dividendo da 0,2 euro per il 2011 e la vendita di oltre un milione di smartphone Lumia basati su Windows (dal lancio parziale di novembre) autorizzano una certa fiducia nelle parole del ceo Stephen Elop, secondo cui il miglioramento nell'ultimo trimestre rappresenta «un passo significativo nella trasformazione di Nokia». Le previsioni aziendali sono di un risultato operativo intorno al break even nei telefonini nel primo trimestre 2012. Per altri osservatori, i primi risultati dell'alleanza con Microsoft non bastano a compensare il calo delle vendite dei cellulari basati su Symbian e resta da dimostrare l'efficacia della rinnovata sfida a Apple e a una Samsung che quest'anno conta di togliere a Nokia il primato globale nei volumi di vendita.

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