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Nokia-Apple, accordo sui brevetti

di Marco Valsania

Nokia e Apple hanno fatto pace nella grande guerra dei brevetti. La società finlandese di telecomunicazioni e il colosso dell'hi-tech e dell'iPhone hanno raggiunto un accordo che suona come una vittoria per Nokia: prevede un pagamento straordinario da parte delle Apple, la quale in seguito continuerà a versare royalties.

I termini finanziari dell'intesa non sono stati rivelati, ma l'impatto non può essere sottovalutato. Alcuni analisti hanno stimato che Nokia potrebbe ricevere diverse centinaia di milioni di euro fin dal pagamento iniziale, forse 500 milioni. La stessa azienda europea ha indicato che la soluzione della controversia le consentirà di migliorare l'outlook, di recente danneggiato dalla crescente concorrenza nella telefonia mobile. Senza contare che la vittoria potrebbe tradursi in nuove offensive per strappare risarcimenti a altre società hi-tech impegnate nella telefonia. In Borsa il titolo ha ieri guadagnato il 3,5%.

Nokia, che ieri ha annunciato la «soluzione di tutte le dispute con Apple», aveva lanciato il guanto della sfida legale all'azienda di Steve Jobs nel 2009, sostenendo che il popolare iPhone – finora 200 milioni di esemplari venduti – violava dieci brevetti della società. Apple aveva finora risposto colpo su colpo, presentando controdenunce e accusando l'avversario di voler copiare l'iPhone. Ma Nokia ha alzato ancora la posta in gioco: in marzo ha presentato un nuovo ricorso presso la International Trade Commission degli Stati Uniti, l'organismo deputato a dirimere lo scontro, affermando che il numero di brevetti violati era ormai salito a 46. Denunce simili le ha presentate anche alle autorità della Gran Bretagna, dell'Olanda e della Germania.

I brevetti riguardano numerose caratteristiche tecniche sviluppate per i cellulari: dal touch screen dell'iPhone, che Nokia vanta di aver scoperto dieci anni prima del lancio del gadget nel 2007, all'illuminazione dello schermo dell'apparecchio. I dirigenti di Nokia hanno calcolato di aver speso in tutto 43 miliardi di euro nella ricerca che ha dato vita al vasto portafoglio di brevetti oggi rivendicato.

Per Apple la chiusura del fronte legale con Nokia ne lascia numerosi altri ancora aperti. Da accusato o accusatore ha in corso battaglie su smartphone e sotware per la telefonia – un mercato caldo con i volumi dei telefonini «intelligenti» che aumenteranno di quasi il 50% quest'anno – con società che vanno da Motorola Mobility a Samsung Eelctronics e Htc.

La vicenda potrebbe però essere di lezione anche per rivali di Apple. Le denunce sono fioccate tra i protagonisti dell'hi-tech negli ultimi anni per accapparrarsi quote di mercato negli smartphone. Il re dei motori di ricerca Google, il cui sistema operativo Android usato nei cellulari è paragonabile a quello di Apple, potrebbe a sua volta essere esposta a richieste di pagamento di royalties.

 

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