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Nodo costi per l’apprendistato

Garanzia giovani, Jobs act e apprendistato. Secondo Assolombarda è da questi “tre motori del lavoro” che possono arrivare le risposte all’emergenza occupazionale italiana, drammatica specialmente per i giovani. Il punto della situazione è stato fatto ieri in un convegno nella sede milanese dell’associazione, a cui hanno partecipato numerosi rappresentanti aziendali e istituzionali.
Il primo tema toccato è stato quello relativo al Piano garanzia giovani, «un programma europeo per la lotta alla disoccupazione giovanile – ha spiegato il direttore generale di Assolombarda, Michele Angelo Verna – che vale 6 miliardi, di cui 1,5 da spendere in Italia. Si tratta di una misura universale ma temporanea, che vale per il biennio 2014-15 e va rendicontata entro il 2018». I risultati del piano – Lombardia a parte – non sono finora incoraggianti: se in Italia la platea dei giovani “Neet” (ot in employementnot in educationnot in training) a cui il programma è destinato sono 1,7 milioni, quelli attualmente avviati al mercato del lavoro, su 441mila registrati, sono poco meno di 11.500, di cui 9.537 (83%) nella sola Lombardia. «Abbiamo dovuto faticare per adattare alla nostra realtà procedure complicate e farraginose come quelle proposte da questo progetto – ha chiarito l’assessore al Diritto allo studio e alla formazione della Puglia, Alba Sasso -. Ci sembra sbagliato centralizzare proposte e progetti che invece hanno estremo bisogno, così come tutti quelli dei fondi strutturali, di una continua attività di ascolto del territorio da parte dell’ente regione».
Per far decollare il Garanzia giovani nell’incontro di ieri – presente anche il sottosegretario al ministero del Lavoro, Luigi Bobba – sono state formulate quattro proposte: l’erogazione del bonus occupazionale in regime di esenzione anziché “de minimis”, un’azione di forte comunicazione rispetto ai giovani, la possibilità di utilizzare i fondi del piano per finanziare i percorsi di Istruzione tecnica Superiore (Its), l’inserimento automatico di tutti i tirocini extracuricullari di scuole e università all’interno di Garanzia giovani. «Assolombarda è impegnata nel sostenere e promuovere questi percorsi – ha sottolineato Verna – in quanto preparano figure di tecnici intermedi in aree tecnologiche strategiche per il sistema economico-produttivo. Il tutto con un ruolo “forte” delle imprese che collaborano ai corsi, sia per la didattica che per il placement dei diplomati».
Il ruolo della futura Agenzia nazionale è stato l’argomento centrale quando si è passati, poi,a discutere di politiche attive, a cui l’Italia destina annualmente solo 5 miliardi, contro i 24 per quelle passive. Nell’incontro si è auspicato che la nuova Agenzia rivesta un «ruolo sussidiario e cedevole», lasciando lavorare in autonomia le regioni che operano positivamente e sostituendosi a esse lì dove si manifestino inefficienze. «La creazione di un’Agenzia in cui incardinare la gestione dei servizi pubblici del lavoro, senza peraltro incrementare i finanziamenti – ha dichiarato l’assessore all’Istruzione, lavoro e formazione professionale del Piemonte, Giovanna Pentenero – non sarebbe coerente con un disegno di ottimizzazione del sistema».
Più di qualche spunto riflessione ha offerto l’argomento apprendistato. «Si tratta di uno strumento che in Lombardia ha dato grande segno di risveglio – ha puntualizzato Verna -. Noi riteniamo, tuttavia, che esista il rischio che quello professionalizzante sia cannibalizzato dal contratto a tutele crescenti grazie agli sgravi previsti per quest’ultimo». Da ciò la richiesta di «un azzeramento strutturale degli oneri contributivi», proposta che si unisce a quella del contenimento della retribuzione per le ore effettuate in formazione e alla previsione di finestre di verifica del percorso formativo.
In materia di apprendistato di primo livello, infine, l’assessore all’Istruzione, formazione e lavoro della Lombardia, Valentina Aprea, ha annunciato che verrà sperimentata «una via lombarda» al sistema duale grazie a un pdl presentato in Consiglio. «Nel sistema di istruzione e formazione professionale e nella formazione tecnico superiore – ha detto Aprea – prevediamo fin da subito che una quota di almeno il 5% di studenti raggiunga il titolo di studio attraverso l’apprendistato, mentre tutti gli studenti dei percorsi professionalizzanti sono chiamati a realizzare un’alternanza scuola lavoro da un minimo di 200 fino a 450 ore l’anno».

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